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Fenerstrelle 2006 - la prova!
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Sabato 24 giugno, finalmente, ritaglio qualche ora per provare il percorso da effettuare con il gruppo dei partecipanti al Fenestrelle raduno. Per simulare tale giro, coinvolgo due colleghi, un neo-patentato, Stefano,Pegaso dotato e Davide, XT660X, che a sua volta coinvolge un suo amico, Ilmer,con Kawa 750z.
La prima parte del trasferimento è noiosa: Marene - Saluzzo - Pinerolo - Fenestrelle.. un
rettilineo con pochissime curve (per lo più 'rotonde') da percorrere nel rispetto
dei limiti (si attraversano tantissimi paesini ed il traffico del sabato è
intenso).
Finalmente, da Fenestrelle, salendo verso il Forte delle Valli si inizia a ragionare, anche se questo tratto di strada è strettissimo.
Il Forte delle Valli è il punto più alto del complesso fortificato di Fenestrelle, si
trova a 1780 metri,rimane un po' discosto dalla strada, ma i 4 passi che si fanno per raggiungerlo
sono ricompensati dalla spettacolarità del luogo.
Da qui la strada diventa a tratti sterrata, percorre Prà Cantinat, tristemente famoso per le battaglie tra Francesi e Piemontesi
svoltesi in diversi tempi ed ere.
Il panorama induce una guida lenta, per osservare tutto quello che c'è attorno. Siamo in alta montagna, veramente meraviglioso.
Lo sterrato si percorre anche con le nostre moto
tranquillamente.
Arriviamo così al colle di Finestrelle e la strada è sbarrata. Siamo a quota 2463 metri. Sotto di noi si snoda una bellissima strada,
sia pur sterrata, che scende a Susa. La strada è chiusa perchè è appena stata cilindrata, preparata per una gara ciclistica che si
svolgerà domani, e le autorità non volgiono che il traffico rovini il fondo.
Noi si tenta di passare lo stesso.. lentamente, rispettosi di natura e fondo (abbiamo tutti gomme stradali, in fondo!).
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Dopo l'avvistamento di alcune marmotte, incontriamo anche una guardia forestale..inizialmente sembra alterarsi, poi lo coinvolgo con
parecchie domande nella mia organizzazione del giro dell'8 e 9 luglio. E lentamente si lascia andare,limitandosi alla ramanzina per aver
oltrepassato il divieto d'accesso.
Scendiamo lentamente a Susa, percorrendo alla fine una ripida serpentina nel bosco, terreno ideale per l'XT660X. Da qui giriamo
verso il Monginevro, passo molto veloce, anche troppo in qualche punto. Sosta pranzo (e MotoGP) a Salice d'Ulzio, poi si prosegue
verso Briancon.
Il paese meriterebbe una visita, ma siamo (e saremo) tiratissimi coi tempi, quindi via verso l'< Izoard (2360 metri).
Si sale velocemente, come al solito, rispettando la linea di mezzeria, purtroppo delimitata da una fastidiosa striscia nera, quelle
che usano per chiudere le fenditure, scivolosissima. Si sale tra questa striscia e la pista ciclabile, ricavata con segnaletica
orizzontale vicino al margine destro.
In cima c'è un mondo di motociclisti, di varie nazioni, che stanno indossando la tuta da pioggia.. in effetti cadono 4 gocce, ma
non sembra preoccupante.. a preoccuparci ci pensa l'Agnello, già da qui ben visibile, coperto ed incapucciato da nuvoloni neri e
grigio scuri.
Il tempo è volato, e supponendo di dover percorrere l'Agnello molto lentamente, partiamo subito, perdendo solo pochi minuti alla
Casse Deserte, zona unica per panorami e conformazione della montagna. In pratica questo versante dell'Izoard si sta lentamente
sgretolando e rimangono solo alti pinnacoli di roccia dura a testimoniare la vecchia forma della montagna. La strada stessa viene
rifatta ogni anno.
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Scendiamo a Chateau Neuve, e da qui iniziamo l'ultimo colle, il più alto, l'Agnello (2744 metri). A metà della salita, lato francese,
inzia a piovere. Sosta per indossare le tute da pioggia e si prosegue .. la pioggia non è troppo fastidiosa, ma le nuvole che coprono
la cima fanno temere il peggio per il lato italiano.
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Infatti la visibilità in discesa è inferiore ai 2 metri. Mi accingo ad aprire la carovanina, visiera mezza aperta, tensione, seconda
marcia e freni pronti.. è veramente una brutta discesa. Conosco bene la strada, percorsa numerose volte in entrambi i sensi, ma l'inverno
e questa stessa pioggia, potrebbero aver modificato il percorso, con pietre sull'asfalto o peggio.. e poi ci sono gli animali che
possono attraversare.
Per fortuna si scende lisci, molto lentamente, ma tranquilli. La visibilità migliora ad ogni metro di altitudine in meno. A 2400 metri
circa si inzia a vedere tutta la strada.. la tensione molla un po' e, malgrado la pioggia, ritrovo feeling con Marghy, prendendo un
po' di vantaggio dagli altri.
Le macadam 100x si rivelano come sempre estremamente sincere sulla pioggia, consentendo di raggiungere quasi le velocità da asciutto. Giunto a Sanpejre mi fermo, per salutare i miei infreddoliti e fradici compagni di avventura. Tutti soddisfatti della gita, malgrado quest'ultima parte, ci salutiamo. Da qui a Marene è nuovamente un rettilineo alternato da poche rotonde. In tutto sono circa 310 Km , di cui circa 140 noiosetti, tutto il resto adrenalina e divertimento puro!
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