E così l'idea di far fare un po' di strada ad un colega
(Oscar) neo
patentato con la sua motina nuova (Honda Transalp) diventa un'ottima
scusa per fare 2 colli al sabato mattina!
Appuntamento alle 9.30 a Borgo San Dalmazzo, in zona buona per fare
colazione.
Si parte verso Entraque, addentrandoci nella Val Gesso al centro delle
Alpi Marittime; giunti a Valdieri (773 metri) si svolta a destra,
attraversando il paesino lungo strade sempre più strette
sino all'uscita da Valdieri. Qui la strada si impenna, iniziano
tornanti sempre più stretti in mezzo ad una folta
vegetazione. Il cielo è meraviglioso, azzurro, limpido come
mai visto prima di oggi. Veramente eccezionale.
Arrivati in cima la chiesetta della Madonna del Colletto (1305 metri)
scambiamo 2 chiacchiere osservando quanto la chiesette avrebbe bisogno
di una sistemata.
Prima che il caldo ci costringa a togliere le giacche si riparte,
scendendo di Valle Stura, presso Festiona.
Qui seguiamo la via militare che sale verso Vinadio. Ma a Demonte
passiamo lo Stura e finiamo per agirarci per Demonte.
L'idea è di mostrare ad Oscar come si può
passare dalla valle Stura alla val Maira divertendosi e prendendo del
fresco.
Passato il centro di Demonte, infatti, si sale a destra verso
il Vallone dell'Arma.
La strada è stretta, la vegetazione
quest'anno è esagerata ed ha invaso anche la careggiata.
Purtroppo hanno appena portato le mucche ai pascoli alti e la strada
è anche ingombra degli escrementi delle mucche stessa..
praticamente il nastro nero dell'asfalto è reso marrone e un
po' viscido.
Mentre saliamo incontriamo molte auto d'epoca francesi. Deve esserci un
raduno, sono quasi tutte ingelsi anni '30, scoperte e del classico
verde Inghilterra.
A quota 2000 finalmente la vegetazione si fa più bassa.
Raggiungiamo un gippone, non grandissimo, ma comunque difficile da
sorpassare. Spero si metta di lato, vendendosi seguito da 2 moto, ma
non è educato e rimane al centro della strettissima strada.
In uscita da un tornante a sinistra, finalmente, riesco ad infilarmi e
sfruttando lo spunto di Marghy lo lascio praticamente fermo. Oscar non
riesce nell'impresa.
Arrivo al primo slargo,
il bivio verso il Colle del Mulo, ed attendo il
collega scattando alcune foto.
Il cielo è mozzafiato, i dettagli dei monti nitidi come non
mai.
Quando mi raggiunge proseguiamo sino al Colle Fauniera a 2480 metri (o
colle dei Morti, o ancora Cima Pantani per la statua in onere del
Campione di Ciclismo). Mentre mi avvicino al colle scorgo una marmotta
che si arrampica su alcune rocce. Non avrei pensato di incontrarne alle
11 circa di una giornata così trafficata! Devono proprio
essercene tante, quest'anno.
Sosta godendosi il fresco e la giornata. Verrebbe davvero voglia di
sostare qui a lungo ma abbiamo entrambi impegni nel pomeriggio e la
strada è ancora lunga.
Così proseguiamo sfiorando la Val Grana e deviando in Val
Maira percorrendo il bassissimo colle Esischie (2370 metri circa).
Iniziamo la discesa verso Marmora. La vista che si gode del Monviso
è impagabile. Veramente bello.
Mentre scendiamo una marmotta
piccola e di colore più chiaro (un cucciolo) mi attraversa
la strada.
Scendiamo lentamente, godendoci questi colori così forti,
sembra ancora primavera, l'erba, lungi dall'essere gialla è
di un verde intenso punteggiata da una fioritura incredibilmente varia.
Nessuna nuvola in cielo, nemmeno quando imbocchiamo la Val Maira ed
iniziamo a ridiscendere verso la piana, verso Dronero.
Poco traffico, lascio passare il collega per vedere come si comporta.
Ha ancora poca fiducia nel mezzo, ma è normale ed
auspicabile in un giovane.
Quando giugiamo a Dronero, prima di dividerci, lascio alcuni consigli e
qualche commento sulla sua guida, spero di riaverlo presto in giro con
me, è già quasi pronto a muoversi in gruppo.
Da Dronero a Marene non c'è poesia, solo il solito
rettilineo punteggiato di rotonde e paesini più o meno noti.