Sito di Aldo "GiPinoZetino"De Leonardi
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Camargue 2001 - 1113 km nel vento!
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L'avventura, per me, comincia venerdì 20 aprile 2001 alla sera.. sono quasi le 21, squilla il telefono, trattasi del Carlo che ... è riuscito a "navigare" sino a Savona, ed ora mi aspetta sotto la pensilina del distributore appena fuori la sardostrada..
Detto fatto, prendo Margherita e lo raggiungo, sotto un inizio di pioggia non fitta, ma "pesante" (gocce che sembrano secchiate!).
Gli
offro riparo per la
notte alla moto, ma premetto che il mio garage non è proprio
.. comodo, come
accesso : due rampe con brecciolino, un piazzaletto poco meno che
sterrato e il
garage stesso.. offre ricovero a due fuoristradisti impegnati... lascio
immaginare lo stato del pavimento!
Arriviamo
alla prima rampa
e Carlo mi chiede di portargli giù il Diversion ..
ovviamente carico di
bagagli.. dico che non è un problema e parto.. mi sembra
molto più semplice
portare la sua della mia, infatti scendo senza problemi ed arrivato al
piazzale
devo
sostare per aprire il portone del garage.. metto il cavalletto laterale
ed
inizio ad appoggiare la moto.. s'inclina, inclina, inclina.. anche la
mia
inclina molto, sul laterale, ma così tanto.. eppure il
cavalletto l'ho
messssss.... in terra!! Tutti e due, io e la moto.. ca@@o che figura!!
Cominciamo bene!! Risultato: freccia (riparata con attak) e leva
frizione con
"ricciolo".. ancora mille scuse, caro Carlo, non basteranno mai!!
Spero solo di essermi rifatto col localino tipico : il Malvasia, c'era un po' troppa gente, ma la qualità dei prodotti credo sia elevata...
Serata
conclusa al tavolo
di cucina, in casa, con la cartina
ben
spiegata, a fantasticare sui due giorni che seguono, con mille
progetti,
duemila posti da vedere, tremila cose da fare... 4000 le ore richieste
per fare
tutto.. argh! Ci accontenteremo di .. quello che riusciremo a fare, in
fondo i
giorni sono solo 2 di 24 ore ciascuno e.. bisogna pur dormire.. o no?
Infatti .. sveglia alle 5.30.. rapide vestizioni, estrazione delle moto dal garage, e via, destinazione Camargue! Il primo tratto, per evitare i ladroni dell'autostrada dei fiori, in aurelia!
Strada
che suppongo
conoscano + o - tutti, almeno per fama.. bhè è
semplicemente stupenda!! Tratti
tra roccia e mare, con un susseguirsi di curvoni veloci e lenti,
tornanti e
curve "a stringere".. di solito limo abbondantemente le pedane della
Marghy, almeno in alcuni tratti, ma .. lo spirito di oggi è
un'altro.. la gita
è lunga e rovinarla con una cavolata non è il
caso.. quindi segue il buon esempio
del Carlo e
limito il divertimento "piegoso" allo stretto indispensabile.. ci
pensano già gli altri a renderci la vita difficile.. due
"api" in
gara, di cui uno a momenti si spatascia nel muro, una bella bottiglia
di
plastica (fortunatamente) in mezzo ad un tornante, i lavoroni della
posa delle
fibre ottiche che rendono tutta
La
nostra prima tappa è
Nizza. Dafy motor.. abbiamo prenotato un po' di cosine per le nostre
cavalcature. L'idea è di arrivarci all'apertura, per le
si popola di autobus, le cittadine si svegliano, ad Imperia troviamo
pure code
e traffico.. quindi, per evitare di perdere tempo, ad Imperia ovest
saliamo in
sardostrada... Imperia Ovest - Confine di Stato.. meno di
dei "cravattari"!!! E fosse almeno una bella autostrada.. piena
com'è
di buche, e poi è pure stretta.. vabbè!! Pausa
per l'ultimo caffè in Italia,
poi giù dritti sino a Nizza..
il tempo non è il massimo.. nuvoloni neri sono sul mare, sui
monti e davanti a
noi.. speriamo bene!!
In
Francia l'asfalto è
molto migliore di quello della A10, non ci sono i saltellamenti sui
ponti, le
discese su Nizza sono molto ripide, ma hanno previsto delle corsie
"sabbiate" per poter fermare veicoli pesanti con freni in panne.. la
cosa è semplice.. si scava una profonda buca lunga 2 -
Arrivati
a Nizza, giretto
in un supermarket (è bene farsi una scorta di sidro..
venisse sete ;-)), poi
Dafy motor.. purtroppo non c'è tutto quello che abbiamo
ordinato.. ma i tipi
sono abbastanza gentili e mi garantiscono la spedizione a casa..
apparentemente
senza spese
aggiuntive (appena mi arriva il materiale vi farò sapere se
è vero).
Hanno veramente di tutto.. e a prezzi concorrenziali...
Si riparte, destinazione Puyloubier dove si trova un museo della Legione Straniera, in un istituto per invalidi (della Legione stessa).. la cosa interessa molto al Carlo e m'incuriosisce non poco.
Appena
in autostrada ecco
i primi tratti di sereno, proprio sulla nostra strada.. ed inizia un
vento...
cioè, il vento c'era anche in Italia (Vento sulle riviere
dovrebbero scriverlo
su cartelli permanenti, per tutta
L'educazione
stradale dei
francesi credo preveda che se vedono un motard messo in
difficoltà con le
raffiche di vento e dai sorpassi di grossi mezzi pesanti.. sbandanti,
è meglio
non scocciarlo o mettergli fretta.. in effetti ho potuto notare che se
ne
stanno tranquilli e bravi e buoni senza darti noia.. appena puoi ti
metti a
destra e loro passano.. a volte pure ringraziando (lo ha fatto uno col
Porsche!!).. anche in Francia ci sono i pirla.. ma direi che sono
presenti in
quantità minore.. su
la percentuale era molto maggiore!!
Ma
tralasciando un attimo
strade ed utenti, spendo due parole per i panorami.. fantastici!! Sono
un
ligure, come tale abituato a vedere scorci favolosi di mare sbucare
all'improvviso tra monti altissimi, o, dopo una bella arrampicata,
poter vedere
i monti che si susseguono
senza sosta ... ma una cosa mi ha colpito.. qui non ci sono monti
altissimi..
però non sono nemmeno dolci colline.. è un
susseguirsi di monti messi in modo
da poter osservare la fila successiva, e così via di seguito
per molte file! Ci
sono altopiani che ti dominano per lungo tempo, ma anche piramidi di
roccia che
spuntano tra i monti leggermente più bassi.. e
così hai sempre la sensazione di
trovarti in uno spazio molto ampio.. sei meno oppresso dai monti.
Arrivati
a St. Maximin
decidiamo di continuare per statale sino a Puyloubier..
ed ecco una strada molto "americana".. dritta, con un sali-scendi
regolare, quasi da ottovolante, sempre con i pali della luce in legno a
destra,
appena un po' discosti dalla strada, con
terreno coltivato ma "aspro" ed asciutto, sul tipo dei terreni che
attraversa la route66 negli USA... ovviamente siamo asciutti anche noi,
col
vento che tira, sempre impetuoso, a volte sollevando dai margini della
strada
nuvole di sabbia.
Ad
un incrocio ci
imbattiamo in una Gordini special.. bellissima, sembra nuova.. appena
le
passiamo davanti sento il rombo profondo degli scarichi modificati..
quasi
imperioso!! Incontri con vetture d'epoca ne facciamo diversi.. abbiamo
incontrato almeno 4 musei
d'auto nel girello.. credo che, come al solito, anche i francesi
riescano a
valorizzare meglio certo cose di quanto non facciamo noi in Italia.
I paesini che cominciamo ad incontrare sono tutti chiarissimi, tinte pastello bianche o gialle, cosa che mi sarei aspettato di più in Spagna o in Messico.. particolare non trascurabile, le persiane sono sempre in contrasto.. se la casa è bianca, le persiane sono spesso azzurre, o rosse.. ma direi che il colore in maggior percentuale è proprio l'azzurro!
Siamo quasi a Puyloubier, la stradina che porta al paese è strettina, ma sempre molto ben asfaltata; si sale al paese serpeggiando tra le coltivazioni.. piantine basse, quasi dei cespugli.. scopro poi che sono tutte vigne!! E' un paese bellissimo!!
Parcheggiamo
in una piazzetta con fontana,
proprio al centro del paese, partiamo in
ricerca di un ristorante in questo borghetto,
molto carino e caratteristico, tutto scale e
salite. Siamo a ridosso di un massiccio
carsico, con la roccia bianca che si staglia
alle spalle delle casette bianche anch'esse.
Troviamo una trattoria.. ma non è proprio
"economica" anzi... e la cosa ci viene fatta
notare dalla tipa che ci accoglie.. ci spiega
che il menù del giorno, l'unico possibile,
prevede una serie di portate che fanno
lievitare il prezzo a 200 FF.. è un bel
salasso.. il tempo stringe, la strada da fare
ancora tanta, noi si pensava ad un panino..
e poi mancano pochi minuti all'apertura del
museo .. così decidiamo di soprassedere al
pranzo e di passare alla cultura.. troviamo l'istituto per invalidi grazie alla collaborazione di una gentile signora ...
Infatti pensavamo si trattasse di una
costruzione in paese e lì stavamo cercando..
ma in realtà l'istituto è una tenuta.. la
strada da percorrere, oltre un Km, costeggia
vigneti ed altre coltivazioni a mezza costa,
entrando nella tenuta dei legionari, sino ad
una costruzione a metà tra il castello e la
roccaforte. Lasciate le moto nel parcheggio,
passiamo l'arco in pietra che fa accedere ad
un cortile interno, lastricato, molto bello.. e
qui c'è una mappa della tenuta... hanno
scuderie, allevamenti di polli, vigneti (molto
vasti), altre culture di piante varie.. e tutto
è curato da giovani legionari.. altro che caserme!!
Sorvolo
sulle spese folli
del Carlo.. si stava comprando l'intero gift shop!! Un'occhiata veloce
alle
varie divise raccolte nel museo..
certo che una volta altro che kevlar e gorotex.. il massimo della
protezione
era un po' di lino, quando c'era, e stoffe varie più o meno
rabberciate..
l'eleganza era magari d'obbligo, ma la funzionalità..
lasciamo perdere!!
Facciamo un tratto di strada "normale".. il vento si ostina a "disarcionarci", soprattutto nelle manovre da fermi; le rotonde alla francese si susseguono consentendomi di strisciare spesso con pedane e cavalletti e quant'altro sporge dalla mia Marghy.. anche a bassa velocità, la conformazione della rotonde è tale da consentire inclinazioni notevoli!!
Più ci avviciniamo alla Camargue, più il terreno diventa piatto.. da Arles a Aigues-Mortes la strada è praticamente un rettilineo che taglia le paludi.. con qualche rotonda sparsa che movimenta la gita.
Il vento sta spazzando del tutto i nuvoloni, e la speranza di chiudere la giornata senza una goccia si trasforma in certezza.. vari volatili ci sorvolano, spesso restano immobili in aria contrastando il vento senza riuscire a vincerlo... non sono scene da tutti i giorni!!

Lasciamo le moto fuori le mura.. all'interno
circolano solo i residenti. I parcheggi
sarebbero tutti a pagamento.. ma x le moto
ci sono delle... possibilità alternative,
diciamo! O si passa su un marciapiedi di
cemento che taglia le aiuole.. oppure.. il
vento ha provvidenzialmente allontanato la
sbarra giusto dello spazio di una moto.. err..
decidiamo che ne approfitteremo!

Giretto del paese, tra profumi di Provenza
(la lavanda predomina), di salumi, di cibo
vario (sono ormai le 16.. il languorino si fa
sentire..).

I bellissimi colori delle ceramiche, delle stoffe, i lunghi vestiti di fresco di lino
Punto uno snack.. panino e birra.. meglio di niente!!

Ora puntiamo a Stes-Maries-de-la-mer, dove
abbiamo anche la prenotazione per la notte.

Per raggiungere la destinazione passiamo
sul
piccolo Rodano grazie ad una chiatta,

Ancora la moto diventa un mezzo per
Anche il paese fortificato appena lasciato, arrivarci ed andarsene in moto mi ha fatto la sensazione di essermi immerso nel medioevo, come se ci fossi arrivato da cavaliere, qual mi sento, da un paese lontano in visita o a recar nuove da oltre confine...
La coda per la chiatta.. pare che possa portare solo 8 macchine alla volta, e noi siamo al dodicesimo posto.. ma proviamo a chiedere se possiamo infilarci.. ci rispondono di provare. Infatti, dietro l'ultima auto resta giusto il posto per le nostre due cavalcature, così ci infiliamo!!
E
siamo così giunti a
Stes-Maries-de-la-mer... carinissimo posticino, molto tranquillo.. come
mi ha
fatto notare Carlo è un luogo che infonde
tranquillità, pace. C'è il mare,
spiagge bellissime. Da qui si può partire per dei safari
fotografici nel parco
della Camargue,
ci sono i negozietti tipici dei paesi di mare, con in più i
colori ed i profumi
tipici della Camargue e della Provenza.
Anche
qui le costruzioni
sono tipicamente in stile spagnolo, tutte molto chiare, e la pietra
predomina.
La cattedrale, molto antica, di struttura tipicamente medievale, tutta in
pietra.. stupisce per la sua semplicità e allo stesso tempo per la sua
imponenza. Non è immensa.. ma "pesa" come se lo fosse.
Qui, una volta all'anno, si ritrovano i gitani di mezzo mondo per la festa alla
loro patrona, una delle Maries a cui è dedicata la cattedrale. Una volta pare
fosse una festa particolare e molto suggestiva; oggi i giovani l'hanno resa
una cosa violenta di cui molti hanno paura.
La cultura gitana la si trova nei dintorni, la si respira.. oltre ad una carovana
di un circo, in zona abbiamo incrociato anche un museo di veicoli (carrozzoni,
furgoni, carrozze antiche) propri dei gitani, coi tipici colori sgargianti.. non gli
zingari che affollano le nostre città, che girano con mercedes ed audi.. proprio
quei mezzi rabberciati che consentivano ai gitani veri, i veri zingari cittadini
del mondo, liberi .. veramente liberi, di spostarsi senza meta da un angolo
all'altro dell'Europa..
Andiamo
finalmente a
riposare la stanche ossa.. Marghy segna la bellezza di
preso sembrano quasi il doppio, almeno sulle braccia!!
Passeremo la notte in un Mas.. una specie di agriturismo che sembra tanto un
fattoria, un ranch.. ci sono i cavalli, e le moto le faremo dormire sotto una
tettoia che sembra proprio un ricovero per cavalli.. e la mente vola
nuovamente alle immagini, purtroppo tratte dai film, dei viandanti del
far-west che trovavano rifugio nelle stazioni di posta, quando si spostavano
da un paese all'altro.
Di Mas ce ne sono tanti.. più grandi, più piccoli, con e senza piscina, tutti con terra attorno e cavalli al pascolo, tutti organizzano gite a cavallo nelle lande della Camargue.. deve essere bellissimo.. ma il tempo è tiranno..
La
cena è un po' meno
frugale del pranzo.. troviamo una brasserie (mi pare si scriva
così) e
prendiamo nell'ordine.. un piattone di salumi vari, brasato (freddo) di
toro,
verdure varie; 2 birre... dopo tutto questo ci siamo guardati e, con la
scusa
di mettere qualcosa di caldo
nello stomaco.. bistecca di toro con patatine!! Una bontà!
Carne tenerissima,
veramente.. altre due birre per accompagnare il tutto, infine,
lentamente siamo
tornati al Mas cercando, invano, di prendere meno freddo possibile..
non ci si
può esimere, però, in una visita notturna
al paese.

Cominciamo a guardare gli orologi, ed alcune
gite saltano.. niente minicrociera sul
Rodano, deviamo invece verso le Saline..
qualcosa di nuovo da vedere.
Percorriamo una strada
panoramica
all'interno del parco della Camargue,
rimango un po' deluso dal "punto
panoramico".. si tratta solo di una
piattaforma di cemento leggermente rialzata
dalla strada..però consente di vedere le
dimensioni della palude.. a perdita d'occhio!!
Arriviamo alle saline.. e lo spettacolo è maestoso!!
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A
perdita d'occhio montagne di sabbia grigia.. che poi, una volta
raffinata e lavorata dagli impianti della Solvay, che abbiamo appena
superato,
arriverà nelle nostre case e nelle nostre pentole.. argh!
Certo la
prima impressione non è delle migliori!! C'è un
punto panoramico che consente
di vedere questa distesa di colline
di sale.. impressionanti!!
Il vento, in questo punto, è particolarmente feroce.. Carlo è costretto a parcheggiare contromano per consentire alla moto un'adeguata inclinazione, pena la sicura caduta.. io riesco a tenere Margherita senza grossi problemi, poi il laterale l'inclina abbastanza da consentirle di resistere.. ma quando sono io a tenerla dritta, da ferma, faccio non poca fatica.

Decidiamo di dirigere su Aubagne, per l'ultimo museo della Legione straniera,
passando per un secondo passaggio su chiatta, questa volta sul Rodano vero e
proprio, e per Miramas.

La strada dalle saline si allontana dalla Camargue, lasciandosi alle spalle i cavalli, i tori, le praterie, le paludi e tutti i volatili bellissimi che vi trascorrono una tranquilla ed invidiabile esistenza. Puntiamo su Miramas, e qui la strada si fa bellissima di nuovo, sempre ottimo l'asfalto, con tutti tombini e le "cuciture" a livello.. altro che i nostri rattoppi!!

La strada si ricongiunge a tratti coll mare, poi taglia di nuovo l'entroterra, e di nuovo il
mare.. alla nostra sinistra, verso monte, inizia un altopiano e poi delle colline, con punte di
roccia che sembrano resti di fortezze.. ma sono solo pinnacoli di roccia erosi dal vento e dal
tempo.. mi affascina sempre quanto i manufatti umani poi non siano altro che volgari copie
di ciò che la natura fa da se!!
Miramas è un nuovo spettacolo! Prima di arrivare al paese troviamo .. chilometri e chilometri
di impianti militari, con tutto il filo spinato e centinaia e centinaia di costruzioni, tutte
uguali.. sono depositi di materiali.. è
un centro logistico,
direi, molto importante.
Il paese si attraversa proprio tagliandolo al centro.. c'è un momento che mi sembra di
entrare in chiesa in moto.. la strada passa proprio sul sagrato.. è uno strano effetto.. mi
ricorda il raduno di Alessandria, quando le moto vengono portate in chiesa per la
benedizione!! ;-))
Prossima destinazione Aubagne, attraversando Aix en Provence.. città molto più
grande,sono ricominciate da tempo le rotonde, e mi diverto non poco ad abbassare Marghy
all'inverosimile.. =:-))
Un paio di volte chiediamo indicazioni.. e tutti sono molto gentili, devo dire che la cordialità di questa gente mi fa ricredere molto sul mio stereotipo del francese sempre scorbutico e antipatico.
Poi la gioia delle gomme.. la strada da Aix en Provence a Aubagne è una pista locale.. ci capitiamo anche in un momento di “prove libere”.. diverse moto "da sparo" ci incrociano.. tutti molto veloci, ma nessuno a rischio di finire contromano.. la strada aiuta molto, asfalto perfetto, curvoni ampi e lunghi, molto visibili, sali-scendi che fanno un po' prendere la mano.. alla fine anche Carlo si diverte un po' e diamo manetta.. non possiamo esagerare perchè anche i panorami sono splendidi e sarebbe un peccato concentrarsi troppo nella guida e perderseli.. però, curve quasi paraboliche e così ben fatte.. tra una scintilla e l'altro alzo lo sguardo al panorama che mi circonda =:-))

Il
museo di
Aubagne è più completo.. si tratta di una
caserma, infatti c'è il divieto
di fotografare, vi si trovano anche mezzi e cannoni, e direi che vi
sono
acquartierati dei legionari.. oltre alle divise ci sono molte armi,
fucili,
pistole, molte targhe, pezzi di
storia che, anche se fa molta paura e può dare quasi
fastidio, non va
dimenticata.. proprio per ricordarsi di quanto sia brutto il mostro
"guerra"...
Tra la strada bellissima e l'interessante museo, il mio mal di testa è un po' attenuato.. così come il vento che ora soffia normale, come in riviera. Non mancano le folli spese del Carlo al gift shop.. ma d'altronde lui ci sballa così!! ;-))
Decidiamo, vista l'ora, per un rapido rientro autostradale.. direzione Toulon e poi Nice.. ormai la "vacanza" è terminata.. ce lo sentiamo e leggiamo in faccia, senza dircelo.. stiamo rientrando davvero..
L'autostrada è un ottovolante di sali - scendi tra colline che svelano ogni tanto il mare, ogni tanto qualche pianura.. peccato per i frequenti caselli che mi obbligano ad acrobazie tra spiccioli ed equilibri precari nel solito viscidume immancabile ai caselli autostradali.
A
Toulon, l'autostrada si
interrompe.. anche i francesi hanno qualche lavoro in corso..
però sono i primi
che incontriamo in tutta la gita.. non so se mi spiego!! Seguiamo il
traffico,
lento ma mai fermo, ed ecco iniziare l'ultimo tratto verso Nice.. manca
proprio
un
pezzo che unisca le due autostrade .. e direi che stanno costruendo un
tunnel..

L'autostrada scorre lungo
la costa azzurra, per un bel pezzo prima e dopo Nizza.. bhe, a me che
la costa la vedo tutti i giorni dice solo che son quasi arrivato a
casa.. ma
chi non è abituato a questi spettacoli.. ho idea che certi
spettacoli possano
lasciare a bocca aperta!!
Prima del confine, ultimo rifornimento, saluti col Carlo, scambio di battute e appuntamento alla mototagliatella.. io a XXmiglia scendo e proseguo in aurelia, lui, data l'ora, resta in autostrada sino a Vercelli..
Particolare..
dal confine
di stato a XX Miglia ci sono meno di
L'aurelia al tramonto, senza traffico è un invito a nozze.. così, nei tratti rari non devastati dai lavori della fibra ottica (siamo in Italia?!?) me ne torno a casa scintillando ancora un paio di volte, tra gli occhi stupiti degli automobilisti che seguono o m'incontrano.. non so bene che effetto fa un BMW ‘scintillante’.. ricordo un GW .. e tanto mi basta !! =;-)))
Grazie
per la pazienza di
Carlo, per la fantastica gita che mi ha consentito di fare, grazie al
vento
impetuoso che ci ha permesso di non prendere nemmeno una goccia, grazie
a voi
che avete sopportato il reportone che ho appena postato.. è
stata la mia prima
gita
all'estero, e l'entusiasmo mi ha portato.. decisamente ad esagerare!
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© copyright 2007 Aldo De Leonardi |