Alpi Marittime Agosto 2005 - 13 e 14
Correva l'anno 2005, addì 12 di un agosto strano quanto incerto si
rivelò successivamente.
Iristi si radunavano in quel di Marene
(poco)ridente cittadina della piana di Cuneo.
In 2 da Perugia
(Romolettomio ed Emanuela)
In 2 dalla Toscana (Lu'a ed il limitrofo
Girmi)
Uno solo era Val Cuviano
Uno era Milanese
Un Genovese ormai da
anni esiliato a Basaluzzo (DavDesmo)
Un Genovese in esilio (il
sottoscritto)
Una giovinetta locale (Valentina)
Una fanciulla del
capoluogo (Stefania)
Un Giapponese in gita (Ito o Hito o.. )
Un
attraversatore delle piste Dakariane e delle terre dei Faraoni, tal Boano
da Caraglio.
Assieme cenarono e bevvero, bevvero e cenarono, alcuni
dopo lungo viaggio, altri attendendo che il viaggio iniziasse, altri solo in
breve pellegrinaggio preso la Casa di San Simone d'IRI.
Sorvolo su ciò
che avvenne la notte. La mattina si era tutti di allegro umore et abile
capacità di guida.
Appena il gruppetto promiscuo fu formato (BMW, Guzzi,
Honda .. mancava giusto la Ducati e me ne spiace!) i primi incerti passi in
quel di Val Grana alla conquista del colle del Mulo, che in realtà è
sterrato.. le cime che i nostri toccarono furono dunque 3, Colle Esischiè
(2320 mt), colle Pantani (2480 mt) e Passo Valcavera (2042 mt). Da qui
discesa sino all'abitato di Demonte ove compraron razioni di cibo e si
predisposero per un colloquiale pranzo al sacco, previo aperitivo nella
locanda opposta al parcheggio.
Da Demonte la nostra armata mosse le ruote
verso Vinadio, famosa la fortificazione et la rivendita di miele. Da Vinadio
la strada si inerpica lungo il pendio che sulla cima si divide in religiosità
(Santuario di Sant'Anna di Vinadio) et profano ( Colle della Lombarda - 2350
mt). Ivi i nostri rifocillaronsi al riparo delle mura delle inutili
fortificazioni poste da Galliche mani.
La discesa è disturbata da
Isola2000, orrendo guazzabuglio di case-dormitorio per sciatori invernali, ma
termina in una più deliziosa Isola, punto di partenza del colle più alto
d'Europa (secondo le Francesi nozioni), Col de la Bonette (ma sarà affrontata
in secondo racconto).
Anzichè volgere le ruote alle altissime vette, i
nostri voltarono a sinistra, scendendo lungo il fiume Tinèe, che diventerà
Var prima di sfociare in mare presso Nizza, ma, giunti a St Sauveaur (San
Salvatore) svoltarono a destra, salendo al col de la Couillole, superando
l'incantevole paesino arroccato di Roubion che sovrasta la strada per la
maggioranza del percorso.
Passato Valberg (altra località sciistica) ed
il colle Le Collet di cui non ho l'altimetria, i nostri dirigono decisi su
Guillaumes. Da qui, con breve deviazione dal percorso, è stato possibile
visitare il suggestivo Gorges de Daluis, percorso dal torrente Var. Canyon
molto più piccolo di quello del Verdon, ma decisiamente suggestivo e reso ben
apprezzabile dalle sapienti menti pubblicitarie dei Francesi.
Sosta a
Guillaumes prima di affrontare il Cole de la Cayolle (2236 mt) tanto bello e
particolare per le sue rocce scure quanto lungo e infinito nella
discesa verso Barcelonette.
Ultimo passo della giornata (ormai il sole
si è ritirato in mezzo ai monti) col della Maddalena O Col de Larche (a
seconda se lo si chiama in modo francese o italiano) di 1948 metri.
A
"nemmeno" 450 km dalla partenza i nostri sono un po' sentiti.. persa
la pulzella ed il Giapponese, i nostri dirigono sulla più vicina pizzeria di
Cuneo ove saccheggiano un bel po' di cosine buone, prima di decretare
terminata la giornata e rientrare nella Casa del Santo Simone .. per diverse
vie, diciamo.
Fine prima giornata.
Correva sempre (dove?) l'anno 2005, addi 14 dello stesso agosto
strano...
La mattina trova eroi incerti sulle gambe e sul da farsi. Non
percorrere il colle più alto d'Europa sarebbe un peccato.. d'altronde è, nel
caso, necessario ripercorrere almeno il colle della Lombarda.. ma la cosa in
fondo, non dispiace.
Così un drappello ridotto,senza Valentina e Giapponese,
stremati,che non si faranno vivi per tutto il giorno (.. e Valentina
ancora non si è sentita a tutt'oggi); dalla ruota posteriore di
Marghy escon ferri poco invitanti..il tempo sembra grigio.. urgono
decisioni. E così Messer Girmi da Firenze, con gomme poco
migliori di Marghy, cavallerescamente prende a bordo Emanuela,
Romolettomio (anzi suo) si offre non solo di portar me.. ma pensa bene
di farmi guidare!! Messeri Lu'a, Pingo e Carletto seguono tranquilli
queste prime promisquità.
Ecco che provo
a partire.. il punto di equilibrio del Guzzone (Emocromo) è decisamente più
alto di quello di Marghy.. il passo più lungo ed il maggior peso mi vedono
barcollante ai primi tratti lenti. Il cambio (pensavo che il teutonico cambio
di Marghy già richiedesse buona dose di forza/decisione.. sbagliavo!)
va ammaestrato a dovere, troppo complesso l'alzar il piede destro per frenare
col posteriore.. per altro inutile, avendo la frenata integrale.. i primi 35
km da Marene a Borgo San Dalmazzo sono un delirio..
Dopo la colazione,
va un pochino meglio! Trovo maggior feeling percorrendo una stretta e strana
via militare che sale parallela alla Statale da Borgo San Dalmazzo a Vinadio.
Breve sosta pensando al cibo per ripetere il pic-nic del giorno precedente,
ma ci ripensiamo (non prima di aver invaso un negozietto) e decidiamo di
pranzare in Francia, ad Isola.
La salita alla Lombarda inizia male.. il
passo lunghissimo di Emocromo mi mette in imbarazzo.. poi capisco che devo
togliere una marcia rispetto a quel che faccio con Marghy..e tutto sembra
filar più liscio, anche se a regimi decisamente maggiori. In basso è
"vuotino" mi fa rimpiangere molto il boxerone, ma il suono è divertente ed in
fondo non è male, una volta preso il ritmo..
Durante la discesa il mio
ospite (Romolettosuo) mi confessa un suo timore per le curve.. così inizio a
penellare alcuni tornantini che ormai conosco bene, cercando di evidenziare
il modo in cui riesco a far filare questo transatlantico lasciandolo più
libero possibile : punta il centro strada, allarga, scala, frenatina prima di
piegare, piega, accelera, metti terza e apri tutto.. così facendo presto
giungo a limare il cavalletto centrale.. ma il Guzzone piega piuttosto bene,
comunque.
Giungiamo a Isola, dove l'allegro fotografo Girmi sorprende una
bimbetta bellissima di rosso vestita, creando una cartolina.Mentre il
limitrofo Lu'a prende accordi per una prossima vacanza in un simpatico
appartamento.. simpaticamente frequentato!! ;-)
Si parte alla volta
della Bonette (2715 metri), questa volta Romolettosuo riprende il comando di
Emocromo ed io mi riposo zavorrandolo. Sulla cima della Bonette soffia un
vento impetuoso.. rischiamo di perdere i guanti di Girmi, Emanuela può
lasciarsi cullare dalle raffiche e le moto oscillano sui
cavalletti laterali.
Si scende a Barcelonette e sostiamo nei pressi di
un piccolo luna park naturale, forse sede di future scorribande IRI.. uno
stagno attorno al quale sono stati creati "percorsi di guerra" che
comprendono la camminata sul filo da albero ad albro, arrampicate e percorsi
con bicicletta sempre da albero ad albero.. il tutto finisce con un bel
lancio "filoguidato" nel lago.. insomma, una roba da gustarsi in
compagnia!!
Qui il buon Carletto fa un errore.. mi cede il manubrio di
Giorgio (R100GS).. e prende le redini di Emocromo.
Partiamo alla volta
del col de Vars (2111 mt).. breve ma intenso, lo definirei. Il mio rapporto
con Giorgio è immediatamente d'amicizia.. ritrovo tutto come su Marghy.. solo
più facile!! La frenata è più simile a quella di Grillo, ma è comunque buona.
La piega viene naturale, il gas è preciso, il boxerone sembra non finire
mai.. mi "nutro" salendo di KTM ed altre motine, qualcuno strabuzza gli occhi
per gli angoli di piega.. fantastico!! Non la lascerei mai più ma.. scesi dal
Var, arriviamo a Guillestre, dove inizia il Gorges de Queyras e l'attacco
"comune" ai colli de l'Izoard e dell'Agnello; sosta dove le strade
si dividono.. non possiamo fare il giro completo dell'Izoard, arriveremmo a
cena troppo tardi, ma possiamo comunque arrivare a vederne una
particolarità.. ma su questa strada Carlo rivuole il suo Giorgio.. ed io mi
ritrovo alla guida di Emocromo.. mentre Pingo, che ha quasi finito la benzina
diventa zavorro di Lu'a.. la promisquità è ai massimi livelli..
Si
sale verso l'Izoard, Carletto fa l'andatura, io gli remo dietro con
Emocromo e Romolettosuo come zavorro, Lu'a prova a starci dietro, poi
scompare negli specchi.. stava perdendosi il Pingo per strada. Arriviamo in
un parcheggio e davanti a noi si presenta un palcoscenico naturale, composto
da pinnacoli di pietra scavati dal tempo e dal vento. Romoletto non è rimasto
molto soddisfatto della mia guida degli ultimi km, infatti al mio accenno..
discesa e Agnello guidi tu? Non se lo fa ripetere una volta.. :-) La discesa
è comunque tranquilla, riprendiamo la california del Pingo e raggiungiamo
l'unico distributore della zona. La salita all'Agnello procede di pari passo
con la
diminuzione della temperatura e giungiamo alla cima lievemente
intirizziti.
Si scende veloci, per riconquistare temperature più
"agostiane" ed a Chianale ci attende Stefania. La quale ci fa scoprire una
porzione di paradiso in terra.. una polenteria splendida, tutta in pietra
come tutte le case di Chianale, appunto, dove le abbondanti porzioni di
antipasti e primi e polenta e dolci ci sfameranno a dovere.
Bellissima
la faccia di Girmi mentre la proprietaria elencava i piatti a scelta.. ovvia
la risposta : porti tutto!! :-) E la signora che a metà pranzo ci fa i
complimenti.. è una bella soddisfazione vederci spazzolare
tutto!!
Chiusura della serata con telefonata al Gogo (se l'è meritata,
dopo tutti i tentativi che ha fatto.. ma eravamo sempre per strada!!) e foto
con le proprietarie, consegna dell'adesivo IRI ed avviso : se altri arrivano
e dicono di appartenere ad IRI.. bhe, mangieranno come noi!!
:-))
Discesa a casa in notturna senza più promiscuità.. io vengo ospitato
in auto da Stefania, Emanuela torna a zavorrare Emocromo.. la giornata
dell'IRIPROMISQUITA' termina così..
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© copyright 2007 Aldo De Leonardi |