Rientrato.
Grazie
a tutti per la vostra presenza, e per chi non c'era.....Cercate di non
macnare la prox volta! :-)
Aldo.... Sei stato
grande!
Grazie per l'impegno profuso.
E grazie anche alle "guide indigene"
che ci hanno aperto la strada e indicato gli incroci.
Tornato
anche io, gita bagnata gita fortunata... doccia calda e
tuttto sistemato
Grazie a tutti, specialmente ad Aldo ed ai liguri di
supporto.
Siete riusciti a gestire una situazione molto molto numerosa, con
la pioggia in modo egregio, ottime le strade e credo che il paesaggio possa
essere stato bello.
Contento di vedere vecchie facciazze e nuova
gente.
Voglio sottolineare la maturita' di tutto il gruppo che nonostante la
folla si e' comportato in modo egregio, nessuno ha mai fatto sorpassi o
manovre azzardate. Un vero gentlemen's tour.
a parte alcune
malelingue...... a presto
Chip & Chop :
arrivati
ieri sera, completamente "frascichi"... ... nonostante la bella giornata di
sole che qualcuno ci aveva pronosticato..
volevamo mandare un
ringraziamento specialissimo ad Aldo, il primo organizzatore IRI che un po'
novello sposo al pranzo di nozze, un po' tour operator di gran classe, non si
e' mai dimenticato di chiederci a ogni occasione se tutto era di nostro
gradimento e di illustrarci notizie e curiosita' di quello che avevamo nei
piatti un mito
fortunatamente il raduro arriva presto, e rivedremo le
vostre facciazze con gran piacere, e alla luce del sole, ci auspichiamo,
questa volta
besos a todos da Chip e Chop
MotoPuh
& Dumbo +
Kaa
Monza (MI)
Rafagas & Santa:
Arrivati anche noi super infreddoliti, ma super contenti!
Poi la Val
Trebbia con la pioggia non è tanto male; considerato che avevamo preso poca
acqua e fatto poche curve :-)) abbiamo pensato bene di fare la scorciatoia
verso Piacenza!!!!
Grazie ai ragazzi dell'organizzazione (Aldo sei
grande) ed a tutti i partecipanti; ci siamo divertiti veramente
tanto....l'unica cosa scarsa è stata....il mangiare!!!!!
;-)
Ciao
Marco (Rafagas) ed Angela (Santa)
BMW K 1200 RS detto
Al Kapone
by Calderara di Reno (BO)
Bonetti & Elena :
Giro Ligure
Un
po' in ritardo e per di + di fretta, ma arrivo anche io...
Qualche
problemino di troppo con il Proxy Client... sembra che ora
ci siamo...
Che dire... due giorni intensi e fantastici, nonostante il
tempo non ci abbia voluto un gran bene.
In effetti pensandoci bene una
grazia Giove Pluvio l'ha concessa proprio quando serviva: i Canepa hanno
potuto distribuire la focaccia dal cofano dell'alfone, pensate cosa sarebbe
successo in caso di pioggia... Dai ragazzi! Tutti in macchina a
mangiare!!!
:-)))
Di acqua ne abbiamo presa proprio tanta, soprattutto
al rientro via Val Trebbia (molto bella in effetti) ma direi che ne è valsa
la pena.
L'unico rimpianto è di aver per ben due volte rifiutato della
fantastica focaccia al formaggio, una cosa che ricorderò per un bel pezzo...
:-(
Ci tengo particolarmente a ringraziare tutti quelli che si sono
dati da fare per l'organizzazione e la gestione dell'evento, ovviamente Aldo
in primis.
Un abbraccio a tutti, amici vecchi e nuovi, è sempre bello
passare del tempo con voi.
Elena e Riccardo.
Wile :
Voglio solo ringraziare Aldo e Davide e gli altri "indigeni" di cui
non conosco il nome per l'organizzazione del primo raduno ligure.
Non era
facile, sia per l'orografia della zona, sia per il maltempo, sia
per l'esagerato numero di partecipanti.
La Liguria e' stretta e tutta in
salita e discesa: l'unica cosa ampia e piana e' il mare, ma pochi erano
attrezzati con moto anfibie, quindi, dovendo passare per le strade a
disposizione, i percorsi sono obbligati, gli spazi ristretti e gli
attraversamenti delle citta' si possono fare solo dal centro o
dall'autostrada, quindi guidare un gruppone del genere su quei percorsi non
era per niente facile.
Ma, a parte qualche problemino sabato mattina, gli
"indigeni" si sono comportati molto bene e direi che hanno portato a termine
l'impresa nel modo migliore.
Grazie ai soliti noti per la compagnia e
grazie anche ai nuovi entrati, che hanno dimostrato un bello spirito di
gruppo.
Io ero a qualche metro (e due pareti) di distanza dal Panzer Faust,
quindi non ho subito lesioni ai timpani, e anzi devo dire che ho dormito
molto bene.
La pioggia?
Beh, e' tanto che la invochiamo, per cui adesso
sopportiamola e ringraziamo!
Certo che se tardava anche un giorno o due...
:-)))
--
ciao
Wile
Schwarz :
Come poter descrivere tutto? ritmi serrati, tanti volti ritrovati,
tanti nuovi, il tutto condensato... in così poco tempo.
Proverò a
districare un poco i nodi.
Il giro ligure è una cosa che da tanto tempo avevo
in mente, e tanto desideravo, da tempo avevo organizzato tutto, da prima di
avere la nuova moto.
Comincia il tutto venerdì alle 13.30, parto da
Liscate, dal mio posto di lavoro, faccio benzina e mi dirigo verso
l'autostrada.
C'è il sole, e un vento laterale veramente molto fastidioso:
Adler è in configurazione completa, con top case e valigie laterali, e
tenerla a bada non è facile, i 120 all'ora sono il limite che il mio collo
può sopportare.
Esco a Fornovo, prima non c'è storia.
Qui incontro Silvia:
ella è una donzella di Siena iscritta a questa lista, e ha pure lei una moto,
solo che è un TW 200. Se fosse venuta con la sua moto da Siena probabilmente
sarebbe ancora in viaggio... inoltre da tempo le descrivo quanto sono bravo
ad andare in moto, e così lei decide di venire fino a Fornovo in treno e fare
da zavorra. La mia dolce metà è infatti rimasta a Milano per :
A. impegni di
compleanni parentali (sob!)
B. troppi km per la sua esile schiena.
Mi
fermo a far benzina, porto la pressione delle gomme e il
precarico dell'ammortizzatore al massimo consentito, carico Silvia e partiamo
per la Cisa.
Il sole si vela sempre di più, ma l'asfalto è perfetto, le
curve si susseguono una dietro l'altra, si rincorrono senza che dei
rettilinei disturbino questa armonia perfetta.
Per quanto sia carico
l'ammo posteriore, il cavalletto laterale tocca ad ogni curva affrontata in
velocità...
L'unica è moderare la velocità, e così mi dedico
all'appassionante attività di raccordare le curve, pennellare le traiettorie,
tenendo il possente V2 da 60° sempre in coppia. E nonostante il pieno carico
di grinta il motore ne ha da vendere, e di birra ce n'è in quantità.
La
Cisa è meravigliosa, il grip fenomenale, e il percorso, da terza-quarta è un
vino di gran corpo che non si riesce a decidere se annusarlo,
berlo, masticarlo o guardarlo.
E' una gioia, un vero piacere. E il tempo
vola, come Schwarzer Adler, velocemente e senza tregua.
La strada corre
sotto i miei piedi, ogni tanto segnata dalle pedane e dal cavalletto, e
ammirata dai nostri occhi ammirati.
Arriviamo a Sarzana alle 18.45. Troviamo
solo il Caro Aspy ad attenderci, e io mi regalo una doccia
ristoratrice.
La padrona di casa è una sciura bionda dai modi eccentrici (per
dirla bene sembra che si sia appena fatta una pista di coca).
In ogni caso
servizievole come il marito, e l'albergo è tutto per noi. Mentre tutti
arrivano alla spicciolata veniamo a sapere che Aldo ha accartocciato un'altra
moto, per colpa del solito automobilastro
incosciente. Non si è fatto niente
neanche stavolta e questo importa.
Attendiamo l'amico organizzatore, e
intanto la fame monta e il parlar di cibo diventa praticamente l'unico
argomento di discussione.
Un povero gattino che giocherella nell'albergo
suscita bramosie di stampo vicentino nei motociclante con un po di sangue
triveneto.
Aldo giunge a bordo di una Tigra guidata dal caro Wolf. Wolf
supera tranquillamente il metro e novanta, e curiosamente si è scelto una
macchina per persone di taglia media, e la moto sotto di lui sembra il
trattorino di plastica che guidavo a sei anni.
Lui si trova comodo così,
dice, fatto sta che come letto ha un tappeto di chiodi, secondo
me.
Arriviamo alla locanda trattoria ristorante non lo so L'albicocca,
dove chiaramente si mangiano bistecche e pizze.
Ho un dolore mostruoso al
collo, e quindi mi limito a una morigeratissima pizza, mentre i soliti
ingordi trangugiano avidamente carne di bovino.
La serata è piacevole, e la
compagnia degli amici è una gioia, gli aneddoti di Wolf sulle bambole
gonfiabile del suo sexy shop preferito decisamente esilaranti.
Ma la
stanchezza di una settimana infernale si fa sentire, acchiappo la zavorra e
volo in albergo.
Mi fiondo in stanza, mi addormento dopo qualche secondo e
non sento i miei compagni di stanza entrare.
La mattina, mentre facciamo
colazione, comincia a piovere.
Ma si tratta di due gocce, niente tuta
antiacqua, e andiamo ad acchiappare Quelli del Sabato.
Ci troviamo nel parcheggio dell'Ipercoop di Sarzana, il cui svincolo è
un delirio da coma psichedelico.
Per andare a far benzina dallo svincolo
bisogna percorrere una ventina di curve, sottopassi, attraversare un
parcheggio, fare una giravolta su se stessi e gridare unduetrestella.
Dopo
questo parto facciamo benzina e partiamo.
Non metto la tuta antiacqua.... ma
comincia a piovere con insistenza.
Cedo, la metto.Facciamo una decina di
km, e Aldo mi chiede da fare da bivio mobile, quindi mi apposto in una
simpatica aiuola e aspetto. Mi tolgo la tuta perchè ha smesso di
piovere.
Puntualmente, dopo qualche minuto, ricomincia. Ma stavolta non
cedo, si riparte, niente tuta. Attraversiamo la Spezia, e quando sento
l'acqua che entra nei bassifondi, decido che è ora di metterla.
Parcheggio,
metto la tuta. Arriviamo su una bella strada in salita, parcheggiamo e smette
di piovere. Ci deve essere un meccanismo segreto e diabolico inserito
all'interno della mia tuta, che non riesco a disattivare, e quindi decido di
mantenere l'aspetto di un operaio ANAS e tengo il profilatticone arancione
addosso.
Aldo ci porta finalmente nelle cinque terre, e facciamo una strada
veramente bellissima. Corre lenta, stretta e tortuosa sopra il mare. Il
colore dell'acqua è indefinibile, è nera, è grigia, è marrone scuro,
è
verde... la spuma bianca disegna la costa, nera e aspra. Il verde
dell'erba.. è stranissimo, non è verde, è spento come colore ma è vivo.
Insomma, qui nessuno regala niente, bisogna saper strappare il terreno alla
roccia, venitemi poi a chiedere perchè i liguri sono risparmiosi...
Arriviamo
sul Bracco. La strada... è bellissima, non piove ma tira un po
di vento.
L'essermi fermato per togliere la tuta non provoca la pioggia,
ma mi fa arrivare in ritardo al pranzo, quindi rimango quasi a bocca asciutta
e riesco a racimolare a malapena qualche bocconcino.... e a bere
mezzo bicchiere di vino...
Esco dal locale, e vediamo i soliti pazzi
sconsiderati che mettono a repentaglio le loro vite su questa
strada.
Passa il primo, una R1. Ninjia. Cbr. Pazzi....Poi il sangue
comincia a bollire.. e mi chiedo senza bagagli, su una strada così...
Adler...Detto fatto, tolgo i bagagli, carico la zavorra, che evidentemente
ha
passato l'infanzia sulle montagne russe, e mi godo il bracco. Che devo
dire? che la mia Aquila nera mi stupisce, il motore fa paura, arriva fino a
novemila giri, e il rumore dell'aria e del motore è una
musica, una
sinfonia. La strada è però... pericolosa. Poco traffico, ma c'è. Case, strade
bianche a bordo strada con terriccio annesso sulla strada
principale. Avallamento della fibra ottica. Tutto consiglia di non andare al
cento per cento.
Non lo faccio, ma comunque la guida risulta agnimodo
goduriosa, spaziale. Ripartiamo tutti, io con un sorriso ebete in più, e
scendiamo dal Bracco. Comincia a piovere, e stavolta non smette più fino al
lago delle Lame. Per arrivarci bisogna percorrere la favolosa Val d'Aveto,
una strada che si snoda attraverso i boschi, con delle belle curve e
pochissimo traffico. Tutti cerchiamo di immaginarcela asciutta e col sole, ma
anche così è veramente piacevole, ci obbliga a moderare l'andatura e a
goderci il paesaggio.
Giungiamo dunque al lago delle lame, dove un albergo
che ricorda l'Overlook hotel di Kubrickiana memoria ci accoglie con il suo
personale servizievole e caloroso.
Un manipolo di baldi giovini viene
inviato nel "Cottage", in mezzo a un bosco. Ci chiediamo il perchè di tutta
quella distanza dall'albergo, ma scopriremo a nostre spese il motivo di
questa forzata distanza dal corpo principale del maniero.
La stanza da
letto è ricavata nel simpatico sotto tetto del cottage, che consente solo in
pochi punti di poter stare eretti. Per il resto, per spostarsi da un punto
all'altro della stanza da letto collettiva, bisogna camminare proni.
Vado
a ristorarmi con la doccia, ma, nonostante abbia lasciato la tuta antiacqua
al piano di sotto, il meccanismo deve ancora essere inserito.
Apro l'acqua
calda, essa scende benefica. Mi chino (la doccia nel punto di massima altezza
arriva giusto sotto la mia ascella) e irroro il mio corpicino.
Una volta
bagnato il torace l'acqua cessa di cadere. Penso ad uno scherzo, mi affacio
dal box e mi aspetto di vedere un burlone che armeggia con il lavandino.. ma
niente. Allora riprovo, e l'acuq scende.. per poi fermarsi. Ecco! ricomincia,
mi bagno tutto, ma appena sfioro il bagnoschiuma, il prezioso getto si
ferma. Sono indeciso se andare di sotto e prendere la tuta diabolica, ma
desisto ed esco sconfitto dalla doccia, asciugandomi la poca acqua che mi ha
bagnato. Sandro 17 va sotto la doccia e la completa, giustamente, senza
nessun tipo di problema, e noto uno sguardo di tenero compatimento, come
quello che si dona a chi ormai non ha più nessuna speranza di riuscire, nella
vita.
Andiamo a cena, ed evidentemente i camerieri scambiano il nostro
aspetto stanco per un sintomo di denutrizione. Tentano infatti a tutti i
costi di colmare il nostro appetito, e già che ci sono di saziarci anche per
la giornata di domenica e di lunedì. Le portate sono ottime e abbondanti,
e dispiace veramente avanzare qualcosa.
La serata termina nel sotterraneo
dell'albergo dove è ricavata una sala da ballo con alcuni strumenti musicali
molto poco musicabili. Nonostante tutto qualche ardimentoso sfida la sorte e
tenta di strimpellare qualcosa.
Alla fine della serata, quando ormai la mezza
era passata da un pezzo, alcuni reduci bevono l'ultimo goccino prima di
coricarsi, mentre altri infelici precipitano nel vortice della dipendenza da
"palla da discoteca" da cui non riescono a distogliere lo sguardo, divenuto
ormai vitreo.
Quando anche per me la stanchezza comincia a farsi sentire, mi
incammino verso il Cottage nel Bosco.
* La notte
nel Cottage*
Il mio capo era pesante, per il troppo Amontillado
bevuto, e mi diressi lentamente verso il mio giaciglio.
Sentivo gli altri
occupanti della stanza ormai addormentati, e mi muovevo cautamente per non
destarli. Mi infilai sotto le coperte, e sentii che alcuni dei presenti
russavano. Una cosa normale, vista la stanchezza accumulata durante la
giornata. Cercai di non farmi disturbare dal loro russare, e cominciai a
pensare alle curve fatte nella giornata, alla Cisa, a una asfalto nero
segnato da una riga bianca, al mare...Dolcemente sprofondai in un sonno
senza sogni.
Ed ecco, i miei occhi si spalancarono subitamente. Senti un
rombo spaventoso invadere la mia mente, e per un istante pensai di avere
perso il senno. Un suono tremendo, come di alberi che si schiantano con
rumore secco e crepitante, tutto intorno a me. Mi premetti forte il capo con
le mani, ma il boato continuava ritmico et assordante. Ma ecco.. mentre
tornavo in me, che percepii da dove proveniva il fragore. Di fianco al mio
letto (casualmente) vidi un uomo disteso. Vidi i suoi baffi prizzolati
spostarsi sotto l'effetto di una spaventosa corrente d'aria emessa dal grosso
torace dell'energumeno.
Ed ecco, tra un respiro e l'altro, i miei compagni di
stanza che si destavano. Dopo aver realizzato anch'essi la provenzienza del
suono spaventoso, alcuni ridevano, altri fischiavano, qualcuno schioccava le
dita. Nessuno stratagemma riusciva però ad arrestare il frastuono. Presi
allora la mia torcia, e la punta al viso del Conte. Il famoso Conte, che
tanto mi avevano detto... ma nonostante la torcia puntata sulla sua fronte,
egli continuava imperterrito.Cercammo invano un paletto di frassino, e indi
procedemmo con una Ciabatta di poliuretano. La sbattei con tutta la mia
forza contro il materassso del Conte, ma invano. Un colpo più forte fece però
cessare il rumore. Una serie di sospiri di sollievo e di compiacimento si
elevarono, senti delle mani che mi batterono le spalle per l'impresa
riuscita.
Ma, appena l'aria era divenuta di nuovo respirabile, ecco
ricominciare il Suono. Stavolta era pure peggio: infatti, a guisa del motore
di una moto, il rumore era sia in Aspirazione che in Scarico. Durante
l'immissione e l'emissione di aria dai polmoni, Il Conte emetteva
suoni.
Ecco, dunque la fantasia di quest'uomo esibirsi nel sonno, nel suono,
nella difficilmente apprezzabile variazione sul tema del Tuono. Il mio
amico Bart era ormai disperato, i richiami per svegliare il Conte
arrivavano
inascoltati. Giunsi quindi ad una egoistica soluzione, unica possibile per
salvaguardare il mio sonno: inserii nei miei padiglioni auricolari dei tappi
di gomma.
Questo stratagemma mi fece finalmente addormentare, mentre,
all'interno della stanza, era pianto e stridore di denti.
La
mattina, dopo una rapida colazione, siamo partiti per Recco, diretti verso la
mitica focaccia al formaggio. Percorriamo, all'asciutto finalmente, la strada
che ci porta al passo della Forcella.
La strada, tanto per cambiare, è
decisamente graziosa, e pure asfaltata di nuovo.
Dopo una curva vedo dei
gitanti, e una bancarella allestita alla bell'e meglio da due ambulanti, sul
cofano di una macchina. Vedo che tutti si fermano.. faccio per parcheggiare e
noto che i due ambulanti sono il Canepa e la BB!!!
Con gioia mi precipito
a vedere cosa c'è sul cofano, e poi saluto i cari amici..
Estraggono dai
cartocci una focaccia con le cipolle leggera come un macigno ma decisamente
stratosferica, ancora calduccia, e un vinello bianco e frizzante, una gioia
per il palato. Il gadget è un bellissimo cappellino che tutti indossiamo
fieri et orgoglioni. Foto e riprese si sprecano per questa seconda gustosa
colazione. Arriviamo a Recco, e ci inseriamo in una focacceria. La focacceria
ha
l'aspetto di unristorante di lusso, veniamo trattati come pascia e
imbottiti di focaccia al formaggio, mentre la conversazione viene uccisa dal
moto mondiale, chiaramente svoltosi sotto l'acqua, tiè.
Nel frattempo
comincia a piovere. Consumata così una quantità industriale di focaccia al
formaggio ripartiamo.
Decido di fare una stradina gustosa al ritorno,
sperando di ricordarmela.
Anche troppo gustosa, visto che si accodano dietro
a me otto moto.
Un raduno nel raduno.. :))
Andiamo ad Uscio, Lumarzo, ed
arriviamo quindi ad imboccare la strada che ci porta al passo della
Scoffera. Una strada veramente bella, con un asfalto con un bellissimo grip,
che ci
permette di guidare contenti anche con il bagnato. Un bosco
amichevole e verdeggiante la comprende e da qui giungiamo alfine in Val
Trebbia.
La meta degli smanettoni lombardi è giustamente deserta, e ce la
godiamo in tutta la sua lunga e saporita curvosità, tutta per noi. Il
pezzo tra Ottone e Marsaglia è inoltre drammatico, dato che si eleva di
molto
dal letto del fiume, che scorre tortuoso nella valle resa grigia
dalla pioggia.
Il meccanismo della tuta si è disattivato, l'ho messa
uscito dalla focacceria, ma piove ancora.
Arriviamo a Ottone, dove ci
rifocilliamo, ma per una volta tanto senza focaccia, e ripartiamo poco dopo
verso casa.
Entro in autostrada a Piacenza, e scopro con piacere che si può
andare a 130 all'ora senza problemi se non c'è vento.
Decido quindi di
andare a 140, media che terrò fino al casello, dove salto completamente la
lunga colonna, e per poter entrare mi infilo davanti a un pulmino con targa
straniera. Gli unici ad essere un po civili e poco cafoni sono infatti i
nostri vicini d'Oltralpe, che evidentemente capiscono che le nostre
autostrade sfavoriscono in ogni modo i motociclisti.
Pago, e alle otto meno
qualcosa sono a casa, dove finalmente la doccia funziona...
Ed eccomi qui,
dopo tre giorni bellissimi, a ringraziare tutti voi. E' stato bellissimo ed
emozionante. Il ringraziamento più scontato e meritato va chiaramente ad
Aldo.
Questo ragazzo, rubando tempo al lavoro, alla vita sociale (forse è
meglio, visti gli amici genovesi che si ritrova.. :)), alle moto... Oltre
a dover organizzare il tutto per 65 persone (e vi assicuro che è un
impresa,
io per farlo per 15 persone ho fatto una fatica boia) ha pure accartocciato
due moto. L'ultima la sera prima di venerdi. Cioè: il giorno in cui hai
organizzato il raduno, fai un incidente in moto.
E così che fai? Ti sbatti,
chiami gli amici, e si rinuncia alla moto per venire incontro agli impegni
presi. E tenere tutti i conti, e ricordarsi di tutti... alla fine sei l'unico
che non riesci a goderti le cose, con la preoccupazione che tutti i
partecipanti si sentano il più possibile a loro agio. Per la poca cosa che ho
provato a fare io, vi assicuro che non è per niente facile. Grazie
ancora.
Poi... la mia favolosa eccitante motocicletta... sempre più bella,
sempre più potente, sempre più piacevole, anche in coppia e a pieno
carico.
Ringraziamento particolare alla mia zavorra, Silvia. E' stata
bravissima, era come non averla.. paradossale che il passeggero migliore sia
quello che sembra che non ci sia.. :))) Fatto sta che non si è lamentata per
il mio stile (se così si può chiamare) di guida, anzi si è divertita
pure.
E poi... tutte le persone che ho conosciuto, nuove...e non. E'
stato bellissimo ritrovarsi., e non ho cuore e voglia, dopo due ore che
scrivo, di enumerarvi tutti.
Sappiate soltanto che vi porto tutti qui,
tutte le facce e tutte le persone, tutte le loro moto e tutte le curve che
abbiamo percorso.
Grazie a tutti per aver partecipato (però la prossima volta
si fa una colletta per far prendere una singola al Conte!!
:))
Schwarz!!
Alessandro Riccardi detto Schwarz
ETV 1000 Capo Nord
"Schwarzer Adler"
ex Gsx 600 F "Turbinosa"
ex Bmw F650
"Destriero"
Cesano Maderno (MI)
Federica :
Re: [iri-l] Sulle strade della Liguria anno 1..
il giorno dopo!
felice
di aver contribuito alla riuscita dello splendido giro!
Mi sono divertita
un mondo :-)))
grazie ancora!
ciao
Fede
(Fazer 600
grigia - Roma)
SMarioW :
Ciao a tutti,
nonostante tutta l'acqua, il giro e' stato molto bello:
abbiamo raccolto sufficienti nuovi stimoli per doler ritornare sui panorami
persi nel maltempo!
Un evento che fortunatamente e' stato la conferma
della solita ricetta: vecchi amici ed altrettanti nuovi amici insieme per
condividere le passioni comuni.
Come nota personale vorrei segnalare
che in Liguria in questi giorni e' stato perpetrato un tentativo di genocidio
nei confronti del popolo mototuristico a suon di focacce! Non mi sarei mai
aspettato... di arrivare a dire basta!
Un grazie ad Aldo e ai suoi
amici per tutto.
Alla prossima, cioe' al RaduHRo.
Ciao
SPaolaV
& SMarioW
Sandro 17 :
Re: Doccia docce ed Grazie ALDO!!
[Schwarz]
> Un manipolo di baldi giovini viene
inviato nel "Cottage", in mezzo a un bosco. Vado a ristorarmi con la
doccia, ma, nonostante abbia lasciato la tuta antiacqua al piano di
sotto, il meccanismo deve ancora essere inserito. Apro l'acqua calda, essa
scende benefica. Mi chino (la doccia nel punto di massima altezza arriva
giusto sotto la mia ascella) e irroro il mio corpicino. Una volta bagnato il
torace
l'acqua cessa di cadere. Penso ad uno scherzo, mi affacio dal box
e mi aspetto di vedere un burlone che armeggia con il lavandino..
ma niente. Allora riprovo, e l'acuq scende.. per poi fermarsi.
Ecco!
ricomincia, mi bagno tutto, ma appena sfioro il bagnoschiuma,
il prezioso
getto si ferma. Sono indeciso se andare di sotto e
prendere la tuta
diabolica, ma desisto ed esco sconfitto dalla
doccia, asciugandomi la poca
acqua che mi ha bagnato.
[Sandro 17]
Posto che di docce mi sembra che
tu ne abbia prese comunque a
riguardo di scherzetti mentre eri sott'acqua con
la testa fuori del
box avrei una fotina a testimoninaza dell'evento....
Ma
non sapendo quanto sia gradito il fascino dell'orrido sono di
molto indeciso
se postarla o meno, ditemi voi....
[Schwarz]
> Sandro 71 [ 17 bello
17 ] va sotto la doccia e la completa,
giustamente, senza nessun tipo> di
problema, e noto uno sguardo di
tenero compatimento, come quello che si dona
a chi ormai non ha più
nessuna speranza di riuscire, nella
vita.
[Sandro 17]
Diciamo che in cotanta stazza e gioia di vivere
speravo che
albergassero un numero di neuroni sufficienti ad intendere che
in
un "cottage" ( per la pronuncia rivolgiti a Bart ) l'acqua va dal
basso
verso l'alto e poichè il bimbo romano stava giocando....
Compatimento, suvvia
ero intento ad pensare ad un'elegante perifrasi
per dirti che potevi
ritentare....
Per le speranza c'è sempre tempo, pensa che Aldo era convinto
di
farsi il giro ligure da zavorra ed invece...
[Schwarz]
> Il
famoso Conte, che tanto mi avevano detto... ma nonostante la
torcia
>
della stanza, era pianto e stridore di denti.
[Sandro 17]
Schwarz, va
bene che la nobiltà va rispettata, va bene che c'ha un
BMW, va bene che tu
avevi i tappi però potevi salvarci tutti con una
bella azione drastica...
bastava trascinare Conte e Materasso giù da
basso.
AD
ALDO
Grazie fratello, grazie per il girello, grazie per la strada anche
se
il tempo non era bello, grazie per la voglia che hai anche quando
se
non ne avessi nessuno potrebbe dirti nulla, grazie per le idee che
ci
metti dentro e grazie perchè eravamo tanti e solo chi ha voglia di
moto
e di gente non molla dopo due gocce
dunque grazie di tutto e che alla
prossima tu sia Marghydotato!
Unica cosa... la focaccia con le cipolle
era poca!!!!!!!!!
Sandro 17 71
BMW R1100RS 17
Franz64 :
...giorni bellissimi, gente notevole, bei
posti, peccato il tempo...alla prox...
colletta per far prendere una
singola al Conte!! :))....del clan dei MacCullogh...quello delle motosega,
xrò...un MEGA grazie a Aldo, ha ragione qualcuno che ha detto che BISOGNA
avere
amici come te...
Franz
dal Canaveis
Silvia "Blu" :
Sulle strade della Liguria
La pioggia è il ritmo del respiro e la stanchezza è il segno
del tempo
che attraversiamo rapidamente.
Adler scivola morbida, curva dopo
curva, tornante dopo tornante, docile
e generosa.
La strada è sospesa tra
la roccia e il mare.
Schwarz disegna traiettorie precise, sottili come lame e
Adler accarezza
l’asfalto sfiorandolo appena.
Dietro di noi il nastro
colorato delle moto che sale scoppiettando
attraverso il bosco scuro e
brillante di pioggia.
Il ritmo delle curve si fonde con quello del respiro.
Tagliamo l’aria,
la separiamo in due metà. La nebbia confonde il mare con il
cielo.
Schwarz accelera un po’ e, in curva, il cavelletto graffia l’asfalto.
Il
cuore in equilibrio con il tempo. Schwarz ulula, io mi lascio
prendere
dal suono del motore e vorrei che la strada fosse cento volte più
lunga.
Rientro con Aspy e la sua Guzzi, morbida e graffiante come un
jazz. La
stessa strada ha colori e ritmi diversi, a seconda del motore che
la
disegna. La strada è la tela, la moto è il pennello e il resto viene
dal
cuore.
Grazie Aldo che, nonostante le tue disavventure, sei
riuscito ad
organizzare un’occasione così bella per stare insieme. Grazie
Schwarz,
che hai voluto che io ci fossi, e grazie ad Aspy e Gogo e a tutti
gli
altri, che hanno lasciato passare nel loro cuore la stessa strada e
lo
stesso tempo.
Blu
Alessio Masi :
Non volevo far mancare i miei IRIngraziamenti:
- a tutti quelli che ho
chiamato sabato a pranzo per sapere dove eravate, e
che arrivati al
ristorante vedendo la chiamata si sono ben guardati dal
richiamare: so
benissimo che se invece che ad aspettare voi in ritardo, mi
fossi trovato in
un fosso o in panne con la moto, mi avreste prontamente
soccorso, subito dopo
aver terminato di mangiare le briciole del pranzo che
invece sono toccate a
noi
- a chi, Grande Membro del consiglio direttivo, organo preposto
alla
vigilanza del corretto comportamento del gruppo in marcia, mentre
ero
tranquillamente accodato ad un GS striatobiancoblu che procedeva un po'
+
piano, nel pieno di una curva si è infilato nel mezzo, tirandomi
una
sportellata e costringendomi ad inchiodare. Ottimo stile di guida,
mancavano
solo le saponette... Come si dice: chi controlla il
controllore?
- a quanti non hanno saputo spiegare, non a me che sono di
duro
comprendonio, ma a Mario Bianchi, il motivo di una prolungata sosta in
mezzo
di strada appena scesi dal Bracco. Eppure era un punto che aveva
già
lasciato il segno.
- all'ottima regia che ha smistato, chissà
seguendo quale celata logica,
alcuni personaggi brutti, antipatici e "senza
tessera" a dormire in un
sotterraneo a 20 km di curve, tornanti e brecciolino
(80km in + da fare in
tutto) senza averli preventivamente avvisati della
collocazione nella
"succursale".
Non si è capito poi se l'inkazzatura di
alcuni, o la rapida
realizzazione di posti letto prefabbricati mi ha privato
della gioia del
rientro notturno post cena. Rimpiango sinceramente di non
aver potuto/dovuto
fare quel tratto emozionante al buio e al freddo, anche se
alle 7 di sera il
termometro marcava SEI gradi. D'altronde se avessimo
dormito lassù, sono
convinto che il divano letto che ci aspettava ci avrebbe
fornito calore e
comodità necessari al buon riposo. Forse non altrettanto ai
due perfetti e
misteriosi sconosciuti (ditemi chi sono Ipe e Perto, vi
prego!!) destinati a
dividere la camera con noi. Con tutte le persone che
conoscevo, proprio 2
ignoti. Son proprio sfortunato....
- a chi,
vedendoci arrivare alle 20 passate, vestiti da moto, scuri in
volto, stanchi
e inkazzati altro non ha saputo dire che, con strafottente
sottolineatura:
"Arrivate adesso ?!??!" Non ci eravamo persi, non siamo
andati talmente piano
da metterci 2 ore + degli altri... Magari puzzavamo un
po', ma a quell'ora
ormai la doccia rilassante era rimandata al giorno
successivo.
Se ho
scordato qualcosa/qualcuno, perdonatemi.... è stata una giornataccia,
notte
compresa. Oltre ad avere l'audio del Conte "nel letto", il rientro
frazionato
degli occupanti del solaio, mi ha impedito di chiudere gli occhi
per + di 3
ore. Mi sentivo Travolta in Blow Out, a cercare di associare ai
vari tonfi,
urla, grida e risate le facce e le azioni degli inquilini del
piano di sopra.
Non che loro potessero immaginarlo... ma con il
pavimento/soffito in legno,
da sotto era peggio
che averli in camera. Chiedete a Jacopo
(TuCuGGino)
Ci tengo invece, seriamente, a ringraziare le seguenti
persone:
- Tatiana: che per rispettare l'impegno preso nel lontano
ottobre ai tempi
della preparazione al giro ligure, mi ha sopportato,
consolato, lasciato
sfogare rinunciando alla sua passione per la musica e
ricevendo in cambio
acqua, vento e freddo.
- Gio66: perchè uno che si alza
dal suo posto e viene a brindare ti fa
passare quasi tutte le
inkazzature
- Daniela di Mazu: per il sorriso con cui mi ha porto una tazza
la mattina a
colazione, cancellandomi il sonno accumulato.
- TuZZio:
perchè è sempre mitico... ECCHECCAZZO!!!
- Una coppia "a caso" dei 34
pakkari: senza di voi, pare, abbiamo dormito al
lago anche noi e ci siamo
risparmiati 40km su 80. Vi devo una birra.
- Tutti gli altri, i Franz, i
Bonetti, Schwarz (SBORONE!!!), Bart, Bruno....
oh, insomma! Mica li posso
mettere tutti, no?
Per quanto riguarda le inserzioni pubblicitarie di
quell'associazione
classista a scopo di lucro: vi prego, anzi no, vi chiedo
di tenerle al di
fuori di Mototuristi. Così come è avvenuto in passato per
analoghe
iniziative commerciali. Sarà mia cura ricordarvelo in
futuro...
Lamps unavocefuoridalcoro (e che vi
aspettavate?)
Alessio "Master" Masi
Aprilia Caponord "Naìma"
alxmasi@...
GSM:
+393387012905
ICQ: 5086684
Non ci sono parole per dirti quanto sei stato spettacolare
nell'organizzare
questo stupendo weekend.
speciale come
te!!!!!!!!.Grazie ancora per queste emozioni.
ma ringrazio tutti per il bellissimo we.
Ragazzi, eravamo uno spettacolo!
Un serpentone di + di 40 moto che si snodano
sulla strada delle 5 Terre tra
ha organizzato da solo
tutto cio' e che mi ha fatto conoscere la ML.
ed a tutti
... alla prossima!
>dalla
vostra Scopa Ligure.
>ma ringrazio tutti
per il bellissimo we.
tutto ....
ancora prima che riuscissi a
salutarlo come si deve.
riesco a scivere qualche riga... purtroppo
e' mascherata dietro a questa frase. Sempre
sorridente e
tranquillo... ancora GRAZIE. Ce n'e'
Grazie a tutti per le
splendide ore passate insieme...
qualcuno ha scritto che pioveva...
evidentemente il
calore che CI SIAMO siamo trasmessi, l'avra'
asciugata...
Ho letto
il report di Schwarz e sto' ancora "godendo"...
Domani mattina alle 05 si parte per La Spezia...
alle
09 devo essere all'Arsenale della MarinaMilitare... i
Vostro ZZio e Jacopo che non smette di parlarmi del giro...