TEST DRIVE SUZUKI V-STROM DL1000
14 aprile 2007
Per l'occasione, sabato 14 avevo
prenotato la prova della Guzzi Norge. Tempo brutto, asfalto bagnato la
mattina mi hanno convinto a rimandare la prova a sabato prossimo. Ma nella
mattinata il tempo cambia, esce il sole, le strade si asciugano.. la voglia
di provare una moto rimane.. passo casualmente accanto ad un concessionario
Suzuki. Si è spesso parlato della V-Strom, ma non mi è mai capitata occasione
di provarla. Passo dal concessionario, 4 chiacchiere e appuntamento per le
14.30.
Mi presento puntualissimo, tutto bello bardato. Il tipo estrae una
V-Storm 1000 nuova fiammante, antracite e grigia, modello 2007. Il contaKm
segna 2 Km!!
Dopo mille e mille raccomandazioni (motore in rodaggio,
gomme di fabbrica, nuove ed unte, okkio alle rotonde, non andarci al mare, mi
raccomando tra 30 minuti qui, etc etc etc) eccomi in sella.
La
sensazione è buona, la moto è comoda, la seduta (al solito nelle enduro
o pseudo tali) un po' troppo "seduta" per i miei gusti, il piede (uno alla
volta) tocca bene terra.
Il motore frulla tranquillo, è un
bicilindrico come il mio, solo messo tipo ducati. Parto, le marce si
innestano molto regolarmente, non ci sono rumori "brutti", l'innesto è
preciso e veloce. Mi piace molto.
Gli strumenti sono ben visibili, il
contagiri ed il contakm sono analogici, al centro ha il livello carburante,
l'ora, le spie e, molto interessante, una spia O/D che indica l'innesto della
sesta marcia (Over Drive). E' comodo, impedisce di cercare altre marce che
non ci sono.
Visto come viaggia il motore sono quasi sempre in sesta. Ma
se lascio scendere i giri sotto i 2000 la moto inizia a strappare.. spero si
tratti di un problema dovuto alla giovinezza del modello.
Inizio un
giro lungo stradine bucoliche tra campi, belle sporche di terra e sabbia,
portata da trattori e dalle auto che devono scendere nelle cunette
per incrociarsi. Le gomme sono della Bridgestone, nulla di tassellato, ma
abbastanza valide per la sabbia e lo sporco in strada, infatti rimane
composta e non scivola minimante.
Trovo anche parecchie buche e dossi,
mi alzo in piedi .. devo ammettere che è una posizione naturale,
contrariamente a quanto avviene sul Grillo (piccola) o su Marghy
(assolutamente non adatta). Le buche si affrontano bene, si sentono molto sul
manubrio (quindi braccia e spalle) ma quasi nulla sulla sella, se si resta
seduti. Sembra molto adatta per il turismo in 2.
Infilo una strada
regionale, porta al ponte del Sale, abbastanza famoso/famigerato da noi :
strada larga a 2 corsie per senso di marcia che scende con due ampie "S" ad
un ponte al di là del quale si presenta una secca curva a 90 gradi a destra e
poi risale decisa con altre due ampie "S". Il terrorismo fatto dal
concessionario circa le gomme ed il povero motore nuovo è tale da non
consentirmi di gustare appieno le curve.. ma tant'è ci vado abbastanza
pesante da scoprire che il telaio è abbastanza valido, la moto rimane nella
piega dove la si mette. Non si scompone nemmeno nelle cunette e
nelle giunture.
Prendo una nuova strada bucolica che porta a Gaiola,
stretta, curvosa e con molti sali/scendi.
Non posso godermi la strada
come con Marghy, sotto i 2000 giri non si va e questo significa che la moto
frulla alta, rumorosa e, per i miei gusti, fastidiosa. Ma è un modo di andare
condivisibile, un po' sportiveggiante. Il manubrio largo consente di
abbordare ogni curva con abbondante brio, correzzioni in curva sono sempre
consentite, sia con manubrio che con freno posteriore.
Le gomme
reagiscono bene, anche in leggera piega, su strada sporca non si ha mai la
sensazione che la moto vada via. L'anteriore, in particolare, sembra
quasi granitico. Il posteriore può seguire docile o chiudere con prepotenza
se si accelera "troppo" (o abbastanza, a seconda dei gusti ;-) ) sul
brecciolino.
Arrivo ad uno spiazzo e mi fermo. Foto di rito ed
osservazione della moto da ferma.
Bella la linea, agressiva, questa
2007 è bella, sia nelle colorazioni (almeno questa, antracite e grigia) sia
nella linea pulita e slanciata.
Trovo alcune pecche : il radiatore
dell'olio è espostissimo alle pietre lanciate dalla ruota anteriore (vedrete
le foto al più presto); la manopola dell'ammo posteriore (precarico) è troppo
vicina allo scarico.. si rischia di bruciarsi o di dover attendere che la
moto si raffreddi per manovrarla; i serbatoi dei liquidi della frizione
idraulica e del freno anteriore sono messi un po' troppo in evidenza, sul
manubrio. A parer mio si potevano "imboscare" un po' impreziosendo la
moto.
E' la prima volta che non trovo i comandi delle luci (si può solo
abbagliare o lampeggiare, le altre luci sono accese fisse). Manca (e non è
montabile) un casvalletto centrale utile durante la manutenzione fai da
te.
Le pedane del passeggiero obbligano lo stesso a tenere le gambe
vicino ai tubi di scarico.. secondo me, alla lunga, le gambe si
scaldano.
Manca, nella strumentazione, il termometro.. me lo sarei
aspettato, per quel che costa metterlo..
Molto belli ed avvolgenti (ma
non fastidiosi) i paramani di serie.
Stare in sella è comodo e piacevole.
Certo non ha ne una plancia avvolgente ne una particolare protezione.. la
protezione areodinamica c'è, per carità, non si è su una naked.. ma Marghy
(come altre BMW della serie R) risulta molto più confortevole ed
accogliente.. ci si sente protetti dall'esterno (sarà molto merito dei
cilindroni che sporgono ben oltre i piedi e le caviglie..).
Riparto,
scendo sino ad imboccare la statale della Maddalena.. e qui scateno un po' il
biciclindrico 1000.. nulla da dire, di motore ne ha, tanto da farti sparire
la patente nel giro di pochissimi secondi. Ma la potenza è tanta ma graduale,
non strappa mai le mani dal manubrio, non da "botte" improvvise,
sale graduale, costante anche se molto molto decisa e rapida, in tutte le
marcie.. anche in sesta.
Torno dal concessionario. Qui scopro altri
punti positivi e qualcuno negativo.
Il parabrezza ha 3 regolazioni
manuali (bisogna usare un cacciavite) questo non consente una regolazione
dinamica in viaggio. Si può sostituire con un parabrezza più grande sia
originale sia della GiVi.
L'ABS non è disponibile.
GiVi produce
delle borse laterali da 34 litri che si innestano molto bene sulla moto,
sfruttando lo spazio sotto le marmitte, senza farle assumere ingombri
da TIR.
Non è disponibile un puntale o qualcosa che protegga il
radiatore dell'olio. Ma c'è per il 650, suppongo non sia impossibile
adattarlo oppure crearne uno artigianale.
Sono disponibili le manopole
riscaldate, con tanto di regolatore continuo della temperatura.
Bello
il paramotore.. abituato come sono ai cilindroni di Marghy, una
protezione bella e sicura ci vuole proprio, ma è optional.
A questo
punto passiamo al prezzo!
La moto così com'è, senza accessiori viene,
scontata, 8800 euri. (credo sia il prezzo che può fare qualsiasi
concessionario). Qui a Cuneo hanno 2 km 0 (almeno sino a sabato scorso),
entrambe antracite e grigio, una con prevalenza di antracite ed una con
prevalenza di grigio. Sono ancora da "montare" anche se sono delle 2007 come
quella che ho provato, chiedono 8000 euro + il bollo del 2007.
Con
manopole riscaldate, trittico GiVi (2x34 litri+ 1 maxia da 52) e la
barra paramotore nera si sale a 9000 euro + bollo.
E'
interessantissima, dal punto di vista economico.. da molto e chiede
poco, pochissimo rispetto alle altre 1000 enduro/stradali. E' sicuramente da
prendere in considerazione.
Sabato prossimo si prova la Guzzi Norge..
sarò molto critico, ancorchè analizzatore.. stay tuned!!
--
Aldo -
Genova la "Superba"
in esilio a Marene CN
Marghy (White
BMW
R1100RS)
Grillo (Red Yamaha XT 400)
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© copyright 2007 Aldo De Leonardi
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