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PRIMO GIRO LARIO 16 e 17 giugno 2001


REPORT DI SCHWARZ (organizzatore)

"Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi..." etc...
Non l'ho scritto io, ma un altro Alessandro, anch'esso innamorato del Lago di Como, e, più propriamente, del ramo di Lecco, da noi brevemente visitato in questi due giorni. Ma andiamo per capi.
Venerdì 15 giugno arrivano da Ravenna Giancarlo Gattelli alias Gatto stanco e Claudia, sua consorte. Dopo una bella cottura in autostrada, giungono provati in un bel paesello, Cesano Maderno. Bello perchè ci sto io, chiaramente....
Mangiamo una pizza insieme a casa mia e poi faccio da "ciciarun" come si dice qui a Milano, e li porto a visitare la metropoli lombarda. La sera ci congediamo presto e la mattina di sabato 17 ripartiamo alla volta
di Lecco.
Qui incontriamo Aldo de Leonardi, che ospita per l'occasione sul suo sellone Cristiana, un indigena savonese. Un altro amico, Alberto, a bordo di un Diversion, li accompagna.
Insieme andiamo in un simpatico baretto dove consumiamo una seconda colazione. Il tempo è bruttino: coperto, indeciso, e il vento viene da nord, e non è un bel segno, a Lecco.
Alle 10.20 ci chiama Pietro, che abita nella cittadina lariana punto del ritrovo, e ci chiede dove siamo. Gli dico di raggiungerci, ma lui nicchia. Va beh...
Arriviamo al luogo deputato a Rendez-vous, e appoggiata sopra la R-6 di Pietro vi è un bel manifestone di un metro e mezzo per 50 cm con scritto Benvenuti al Lario Raduno.
Favoloso! Il raduno comincia con uno spirito giusto, che sarà la cosa più bella di questi due giorni. Arrivano anche degli amici di Aldo, Alessandro Morandi, neo iscritto a Mototuristi e possessore di tre Guzzi, accompagnato da Marica e dal suo Centauro. Indi Gianni con Sabrina in sella a una meravigliosa California e infine Paolo, con un V 35 ricoperto da una plastica verde a forma di corteccia, spettacolare. Il V 35, non lui... Lui è spettacolare, con quella moto e una ruota che sarà stata un 95, per esagerare, che si ingarellava con tutti i motociclisti e scooteristi marrani che osavano sorpassarlo.
Arrivano Carlo e Giuliana, anche loro in sella a una Guzzi, una bellissima V11 Rosso Mandello, un capolavoro di moto.
Partiamo e percorriamo la Valassina fino a Bellagio. La Perla del Lario purtroppo non si lascia ammirare in tutto il suo splendore a causa del clima pessimo. Ripartiamo e seguiamo la litoranea fino a Onno, dove deviamo per Valbrona e Canzo.
Arrivati a Lasnigo deviamo e facciamo una bellissima stradina dove incontriamo molte mucche lungo la strada. Il paesaggio è incantevole.
Arriviamo al ristorante la Madonnina, alla Conca di Crezzo. E iniziamo la prima di una lunga maratona a base di delicati piattini. E qui si fuga uno dei miei dubbi: le persone che non conosco apprezzeranno la cucina del posto? non è che di fronte alla polenta uncia mi chiedono se c'è del vitel tonnè? Invece qui si spazzolano tutto, o quasi, visto l'impegno dei padroni di casa, decisi a farci trasformare in vitelli grassi pronti al sacrificio.
Nonostante gli impegni miei e dell'altro Alessandro, del cervo rimane sulla tavola, immerso nella sua spettacolare salsina. La tavola è piccola, da 8, ma noi ci stiamo in 14.
Questa calca però porta a rompere lo spazio vitale di rispetto. Quando succede, o è guerra o è amicizia. E qui accade che persone che si sono viste la prima volta cominciano a scherzare e a divertirsi, prendendosi per il culo, raccontando le proprie faccende, parlando relativamente poco di moto. Dopo l'erculea piattata di polenta ammiriamo le Grigne nel loro splendora, in fronte a noi.
Ridiscendiamo, attraversiamo Lecco, dove ci congediamo purtroppo dall'atomico Paolino e da Pietro, e andiamo a Pian dei Resinelli, pianoro che si corica ai piedi della Grignetta. Nonostante il pranzetto non fosse
proprio leggero, la pasticceria bar drugstore etc. viene visitata dalla truppa golosa.
Il tempo peggiora sempre più, e decidiamo di ripartire per giungere al rifugio.
Giunti però a Cortenova ci fermiamo a un Bancoma, provvidenzialmente. Dopo aver prelevato, comincia a gocciolare.
Eterno dilemma del motociclista, che fare? Scappiamo dall'acqua o ci vestiamo? Carlo e Alessandro partono, io e gli altri ci vestiamo. La pioggia scroscia, moderatamente. Incrociamo dopo un paio di km i due guzzisti che si riparano, noi proseguiamo per il passo. E la strada, pur sotto la pioggia, è comunque bella.
Salendo di quota ci immergiamo in qualche nuvola, e i panorami che volevo far gustare ai miei amici sono preclusi alla vista.
Peccato. Ognuno, in cuor suo, pensa alla doccia calda che si farà in albergo, dopo aver tolto i panni umidi, e alla cena al calduccio.
La pioggia batte, picchietta, rimbomba. Si getta spietata sui nostri corpi sulle nostre moto, migliaia di dardi argentati, miliardi di lacrime che si abbattono sulla montagna e su di noi.
Però io guardo gli specchietti, e vedo i miei amici che guidano le moto dietro di me, fiduciosi. E questo annulla l'unico lato negativo.
Arrivati al bivio che conduce all'albergo do indicazioni ad Aldo per raggiungerlo, e aspetto Alessandro e Carlo.
Il bivio, quando arriveranno loro, sarà al buio, quindi mi metto sotto un albero e attendo.
Ci dev'essere qualcosa di storto. Sotto quest'albero piove più che in strada, ma tant'è, aspetto qui.
I minuti passano, e comincio a preoccuparmi. Carlo e Ale non sono dei fermoni, anche sotto l'acqua.
Dopo venti minuti, quando già avevo acceso il quadro per tornare indietro, sento un rombo in lontananza.
Si spegne. Riappare. Scompare, e riappare, più forte.
Ancora qualche minuto, e lo sento scandito, è un cuore che batte, il forte cuore delle aquile di Mandello che scendono rocciose dalle montagne. Eccoli, appaiono da dietro la curva, gli indico la strade e insieme ci dirigiamo al rifugio.
Luciana, la locandiera, è fenomenale. Ci fa sentire a casa nostra (nel mio caso, meglio che a casa :-))
Ci procura i decanter (caraffe di vetro di forma particolare, utilizzate per far "respirare" i vini invecchiati N.d.r.) dove verso il mio barbera tredicenne. Poi un Filiere (giusto Carlo?), eccezionale e corposo vino rosso
sardo.
Alle 20.15 ci sediamo per mangiare, e un brindisi fa riecheggiare di allegria e tintinnii la sala da pranzo.
Purtroppo il mio barbera è invecchiato troppo, e non si può bere. Il rosso sardo è invece fenomenale.
Ma finisce presto, e un ottimo barbera fa la stessa fine poco dopo. Segue un favoloso Prunotto, altro rosso chiaramente, anche questo spettacolare. La luciana ci da anche i bicchieri giusti per gustare questi nettari prelibati.
Ah! dimenticavo. Pizzoccheri, tagliatelle alla boscaiola e crespelle. Poi arrivano i secondi. Polenta di grano saraceno, cervo, scaloppine, funghi, formaggi della Valsassina.....
Crostata al cioccolato alla fine, e una bella bottiglia di Nonino. Anche il Braulio scorre, per la gioia di Gattostanco... La serata è bellissima: la pioggia, che sembrava stanca di cadere, riprende
vigore e, insieme a un robusto temporale, ci fa apprezzare nella maniera migliore il calore del vino e della compagnia. Come fare, come posso descrivere... abbiamo parlato di cazzate, e anche di cose meno stupide, ma la serata ha ingranato naturalmente, e i lacrimoni dal tanto ridere che abbiamo fatto ci solcheranno le guance a lungo. Diversi tormentoni (il nastro americano, la Cri che sbava, i Ferrero Rocher fetish) ci fanno ribaltare. Ci conosciamo da neanche dodici ore, ragazzi, e siamo affiatati come un gruppo di alpini in congedo.
Fra tutti spiccano il fenomenale Alessandro e la vulcanica Cristina, ma ognuno lancia le sue frecciatine, che vengono accolte tra fragorose risate. La serata finisce alle 23.00, ci corichiamo nell'incertezza del clima
dell'indomani.
La mattina tutti, automaticamente, guardiamo dalla finestra: un cielo limpido, cristallino, di un blu entusiasmante, caccia via gli ultimi residui della stanchezza. La Grigna ci aspetta, maestosa e possente, fuori dall'albergo. Cara, vecchia arcigna amica che torreggia e domina il lago.
Facciamo una parca colazione a base di brioscine calde con la marmellata, e due ignote idrovore mangiano un supplemento di brioche incartata, tanto per provare la differenza. La sciura Luciana è spettacolare: asseconda i nostri desideri, fornisce il caffè d'orzo a Carlo, scalda una brioche in più per Aldo che era rimasto senza, e ne aggiunge un'altra che viene svogliatamente divorata in qualche frazione di secondo. Del resto, dopo il brodino ristretto della sera prima...
Porto il gruppo al passo attraversato la sera prima in mezzo all'acqua, da dove si gode ora uno spettacolare panorama sul lago, il più bello, secondo me, di quelli visti fino ad ora.
Discendiamo verso il Museo Guzzi, a Mandello, dove incontriamo Graziano e Gabriella, e il Mario White, una delle persone più squilibrate e divertenti che io conosca.
Visitiamo il museo della Moto Guzzi commentando quello che vediamo, e pendiamo dalle labbra di un appassionatissimo signore del motoclub di Mandello. Alessandro, possessore di tre Guzzi, recita pari pari le notizie del nostro simpatico cicerone.
Scendendo dalle scale vedo una cosa meravigliosa: una V11 le Mans, che ho deciso che sarà la mia prossima moto. Punto e basta.
Aspettiamo un amico di Alessandro, tale Stefano con una Bmw 1100 LT, che arriva in controsterzo derapando sull'anteriore.
Partiamo alla volta di Chiavenna. Il lago è nella sua forma migliore: il sole forte e deciso, l'aria tersa e pulita, c'è poco traffico e il telefonino non squilla!
Percorro una strada che conosco come il mio bagno a un'andatura tale che anche i neofiti del posto possano guardare e curiosare tra le montagne attraversate. E io scopro ogni volta cose nuove e, a differenza del mio bagno, piacevoli...
Giungiamo al Crotto Quartino, posto veramente imboscato. E non abbastanza, a giudicare dalla massa di gente che lo affolla.
Arrivarci senza prenotazione sarebbe da suicidio....
Anche qui mangiamo poco o niente. I nostri stomaci, ormai irrimediabilmente dilatati, salutano l'arrivo dei gnocchetti alla chiavennasca. Insieme a questi arrivano con sconcertante puntualità Orso Mario e consorte.
Incredibile: costui parcheggia la moto e si siede a tavola, e mentre io sto ancora contando quanti siamo lui sta già forchettando allegramente... è proprio vero, ha un sesto senso per il cibo!
Dopo un bel misto di costine e patate arrivano dei formaggi molto decisi.
I biscottini di Prosto vengono reclamati, e giungono copiosamente sul tavolo.
Chiedo al ragazzo anche un po di grappa. Costui porta tre bricchetti da un quarto di litro ciascuno ricolmo di grappa alla salvi.
Nonostante gli sforzi congiunti di me, Mario, Aldo e qualche altro volenteroso, i bricchetti non vengono svuotati.
Un bricchettino speciale viene portato a Gattostanco e, novità, di Braulio...
Dovevate vedere la faccia che ha fatto quando ha visto la fila di bottiglie nel crotto... sembrava un bambino nel reparto giocattoli di un centro commerciale.
Dopo tale pasto, riprendiamo le moto e andiamo in Svizzera, cioè a tre km, per fare benzina.
Ritorniamo in Italia, e la strada invita a tirare, ma io e Aldo ci guardiamo negli occhi e decidiamo che è meglio continuare ad andare piano.
Passiamo accanto alle spettacolari cascate dell'Acqua Fraggia, veramente drammatiche.
Arrivati a Colico ci salutiamo mestamente, e Giancarlo e Claudia, e Aldo e Cri... ciao.
Giungiamo all'abbazia di Piona, e visitiamo il chiostro. Adibito alla preghiera, chiama anche noi profani al silenzio.
L'atmosfera che si respira è di raccoglimento e di rilassamento.
Una breve visita al complesso monastico e di nuovo in sella. E qui troviamo un sardomobilista che secondo me era in giro con la macchina per sbaglio. Mi vede arrivare spedito, pronto per il sorpasso, e mi fa il cenno di rallentare che si usa tra di noi, che indica pattuglie appostate. Capisco, rallento e mi accodo. Dopo un paio di km incontriamo infatti una pattuglia ben nascosta che stava multando un motociclista. Mi sbraccio per ringraziare. Era un tipo su una 106 rossa targata Co, mi sembrava avesse gli occhiali.
Cmq: arriviamo a Bellano, dove consumiamo qualcosa seduti a un tavolino. Il cielo diventa colore del piombo, e ripartiamo.
Arrivati a Mandello ci salutiamo, e voliamo verso casa.
Ringraziamenti: d'obbligo ai partecipanti. Puntuali: fondamentale quando ci si deve muovere in tanti, e molto spesso c'è qualcuno che rovina il tutto.
Qui no.
Poi i posti dove abbiamo mangiato si sono rivelati buoni anche sotto la pressione delle nostre fauci.
L'albergo: la Luciana è stata meravigliosa. Il museo: non si poteva capitare in mani migliori; appassionate ed esperte.
Ma poi nessuno che ha fatto lo sborone per passarmi perchè andavo molto piano, oppure non ha fatto benzina quando l'hanno fatta gli altri... o che si è lamentato per l'acqua presa.
Credo che la bellezza del resto, compagnia e luoghi visitati, abbia compensato con un buon margine il fastidio della pioggia di sabato.
Grazie ancora per essere venuti, era tanto che volevo mostrare ai miei amici la bellezza dei luoghi dove mi sento più "a casa" quando vado in moto.
Alla prossima.
Schwarz.

Ringraziamenti e saluti miei :

Reportino bello ed esauriente! Hai colto nel segno, spiegando lo spirito delle due giornate!!!

Volevo solo ringraziare: Schwarz, per l'idea e l'organizzazione.. grazie di cuore, ci hai permesso di vivere due giorni indimendicabili!

La Cristiana, impareggiabile e splendida passeggiera, che alla prima esperienza ha vissuto tutto il meglio, ma anche qualcosina del peggio, del mototurismo.. per nulla turbata dalla pioggia, dalla grandine, dal mio modo di guidare (perchè non posso fare lo "scaldagomme"?) e da questi brutti, sporchi, cattivi di motociclanti, credo cercherà presto di ripetere l'esperienza, forse con un mezzo suo!!

La coppia "Gattostanco" e Claudia, che con il loro spirito di veri "turisti" fanno superare anche i momenti difficili e con la loro simpatia sottolineano la piacevolezza di due giornate come quelle che abbiamo appena vissuto!

Alberto "Perto" che si è lasciato coinvolgere in questo girello.. magari ora si iscrive pure lui tra i mototuristi e partecipa pure a qualche altra iniziativa.. il suo faro, nella pioggia scrosciante, mi ha dato molta sicurezza e mi ha spronato a continuare.. Perto, spero di averti con me più spesso!!

Carlo Cattani e Giuliana, la sua compagna? Amica? Socia? Zavorrina?.. bhe, mettetala come volete, siete proprio una bella coppia!! Ottima compagnia, bellissima la "rosso mandello", non ne avevo ancora vista una dal vivo.

La coppia Giovanni - Minkia Sabry, fantastici.. da cabaret!! E la loro bellissima California .. che invidia!!

Il già (purtroppo :-PPP) conosciuto Alessandro "Kapo Guzzi" e compagna, (Marika o Marica?) che con le sue battute mozzafiato, ed il solito spirito arcigno ha allietato ogni sosta.. spazzolando ogni portata a tavola.. certo in moto non andrai fortissimo, magari, ma a tavola... =:-))

E poi gli altri, Paolino con le sue manie "smanettone" e Pietro, che avrei voluto salutare meglio (almeno salutare!!), pensavo che ci saremmo rivisti la domenica, però!! E il SWMario, sempre simpaticissimo, sia in moto sia a tavola, Stefano, fratello di moto (ebbene si, Schwarz, la sua era una R1100RS come la mia, ma con colori più.. umani, specie alla sella!!), e Graziano e Gabriella che, col loro GS, mi avevano già fatto sentire meno "isolato" in mezzo ai guzzisti!! E l'Orso Mario, che pensavo di aver conosciuto già allo Spadino, ma non era così!!

Grazie al Lario, che si è a noi svelato lentamente, sempre un po' coperto dalla coltre di nuvole, sino a domenica mattina, grazie agli abitanti del posto, alle persone che ci ammiravano passare lenti ed educati, alle persone anziane che hanno ricambiato il nostro saluto, agli altri motociclisti (pochi, sempre troppo pochi!) che ricambiavano le classiche 2 dita al cielo, grazie ai gestori dei vari esercizi che abbiamo pacificamente "invaso".. tutti splendidi, specie la Luciana del rifugio Cainallo.. veramente squisita e spettacolare!!

Infine grazie a Giove Pluvio, che ci ha comunque permesso di muoverci abbastanza bene, buttandoci addosso un temporale al sabato sera, che ci ha ulteriormente avvicinati, creando un'atmosfera unica di fratellanza e facendoci gustare più a fondo il calore della compagnia, e poi al rientro .. tanto ormai eravamo in vista delle comodità delle nostre case e garage!!

Ah.. quasi dimenticavo..Grazie Margherita, che continui a sopportarmi e supportarmi, perdonandomi i sempre troppi errori di guida, permettendomi di viaggiare sempre e comunque in piena sucurezza!!!

Buone pieghe a tutti!!

Aldo & Margherita
White BMW R1100RS '94 Ex Kawa Gpz500s '91

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