GARDETTA E BIRRONE 2006 - 3 novembre
E' sabato mattina, gran bella giornata. Questo novembre sembra iniziato
nel migliore dei modi : è molto freddo, ma il cielo ci regala una nitidezza
che d'estate è impossibile.
Accordi presi con Massimo Martina, socio
IRI e frequentatore di raduni, oltre che della Granda (leggi provincia di
Cuneo).
Ci troviamo a Caraglio, alle 11. Io in sella al Grillo :
impoleveratissimo lui, coperto con quanto di più caldo ho trovato
nell'armadio io!
Massimo è già ad attendermi con il suo DR600 più o meno
stessa epoca del Grillo, ed imbardatura simile alla mia, a tenergli caldo.
Sono già in ritardo mostruoso, causato da mancanza benzina.
Si parte
alla volta del colle Fauniera 2480 metri circa. Il freddo all'ombra
è tagliente, sferza la pelle lasciata scoperta dal casco da enduro come
una frusta. Al sole, in compenso, l'imbottitura con cui mi sono coperto è
quasi eccessiva, fa decisamente caldo.
Poco prima del colle, una
lastra di ghiaccio, spessa e liscia, occupa tutta la strada per una lunghezza
di oltre 2 metri. Penso, da pirla, arrivo lanciato, chiudo il gas prima del
ghiaccio e passo di la al volo in souplesse... pensato forse giusto, ma
realizzato malissimo!! A metà del ghiaccio la moto perde l'abbrivio e mi
trovo a dover dare gas.. e sono inesorabilmente in terra!
Mi rialzo,
grazie all'aiuto di Massimo che passa a piedi. Tutto ok, nessun danno.. solo
la leva della frizione, ma era già sentita. Troviamo che il ghiaccio lato
monte è più sottile e si sgretola. Massimo passa senza problemi. D'ora in
avanti gli ostacoli si studiano prima di saltarli :-) Lezione
1 imparata.
Dopo i primi 70 km di asfalto finalmente iniziamo una
strada bianca : direzione Colle della Gardetta.
Il bello di andare in
questa stagione è che non si rompono le scatole a nessuno. Non ci sono
escursionisti, non ci sono altri in moto, non c'è nulla e nessuno!!
E'
bellissimo ed inquietante. Se dovessimo mai avere un problema serio.. chi
ci porta fuori da qui?!? Ma non pensiamoci.. siamo in 2, qualcosa si
farà.
Tentiamo di fare diverse deviazioni, una anche ardita.. se salire
sembra difficile, la mia vocina interiore, quella degli allarmi, quella che
avvisa sempre, anche quando non serve, mi fa notare che a scendere sembrerà
di ribaltarsi.. ed infatti così è: il sentiero scende ripidissimo, per
fortuna è una tratta breve.. coraggio, respiro profondo e giù con un po' di
gas!! Punto la strada sterrata nel tratto più largo e pianeggiante e ci
arrivo senza incidenti.. solo la vocina ripete continuamente : ma chi te l'ha
fatto fare, ma chi te l'ha fatto fare.. etc etc..
Arriviamo ad
un'altro tratto ghiacciato. Ghiaccio più spesso ancora, questa volta ci
fermiamo assieme. Iniziamo a buttare sassi e sabbia che stacchiamo a fatica
dal bordo della strada, tutto il monte è ghiacciato!
Riusciamo a farci un
sentiero nel ghiaccio (che intanto inizia a cedere) e portiamo le moto a mano
dall'altra parte, senza fatica.
Arriviamo al rifugio Gardetta e
proseguiamo, la strada sembra bella.. poi inizia ad essere troppo ghiaiosa,
sempre più ghiaiosa.. tengo l'anteriore, ma il posteriore salta ovunque.. la
strada stringe, sempre di più sino a diventare poco più di un sentiero. Fine
della gita, di qua!
Sosta ristoratrice, quattro chiacchiere e un'occhio
alla cartina.. siamo a 2600 metri circa, la strada porta ad una Rocca a circa
2800 metri, ma è un gran ghiaione, con tanto di frane. Inutile proseguire,
giriamo i mezzi e si torna al rifugio.
La vista, lungo tutto il
percorso, è fantastica! Monti e conche a perdita d'occhio!! Siamo alti e si
vede, l'aria è tersa come solo d'inverno può esserlo.
Lungo la discesa
tentiamo un'altra deviazione seguendo le orme di un "collega".. ma è troppo
bravo, passa in punti per noi troppo impegnativi. Nel ritornare sul sentiero
principale l'anteriore mi finisce in un canalone di scolo dell'acqua.. tento
di tenerla dando gas, ma entra anche il posteriore e la moto spancia.. siamo
troppo larghi comandante, mi grida la vocina, mentre finisco rovinosamente a
terra. Di nuovo senza danni!
Scendiamo verso la Val Maira, a Canosio,
dopo un'altra deviazioncina lungo una splendida strada con erbetta,
bellissima e lunga, una lunga salita divertentissima, con un panorama
mozzafiato. Quando spiana siamo di nuovo fermi per ghiaccio!! Questa volta è
un guado. Al centro scorre l'acqua, quindi se si cade ci si bagna, e a questa
temperatura non conviene certo... studiamo il da farsi, poi quando decido di
"rompere il ghiaccio" mi accorgo che pochi metri davanti a noi c'è una sbarra
che blocca la strada.. fine dei giochi.
Scendiamo in bassa valle e
tiriamo di nuovo su (su asfalto) verso Elva. Il vallone di Elva è un orrido,
con continua pioggia di sassi sulla strada, d'estate.. d'inverno non è
percorribile. Con Marghy devo fare attenzione, evitare i sassi, la polvere..
con Grillo mi prendo la rivinciata.. tutto aperto, 3 e 4 marcia, salgo sul
brecciolino come fosse il miglior asfalto da pista.. che forza queste gomme
artigliate!!
Arriviamo al colle Sanpejre (2437 metri circa).. da qui
inizia uno sterratone che scende al Santiario di Valmala.. tutto a mezza
costa.. bellissimo. Come panorama.. o anche come sentiero da fare a piedi.
Come strada per moto, sino al colle Birrone (nome evocativo) è un disastro!!
Tutto ciottolato grosso mobile, la moto tende ad andare verso valle, dove c'è
.. la valle, appunto, a circa 1000 metri sotto!! Si procede lenti, le spalle
e le braccia fanno malissimo... la vocina continua la sua cantilena " che ci
sei venuto a fare.. che ci sei venuto a fare.." sinchè un sasso che sporge
dal monte mi ripiega su se stessa la leva del cambio!! Poi si mette in
sciopero!
Con la leva così conciata si prosegue a fatica.. cambiare
d'impiedi è impossibile, da seduto, col tallone e qualche bestemmia le marce
superiori entrano.. per scalare basta prendere a calci la leva.
Il
ghiaione è sempre peggio, idem braccia e spalle. Ogni tanto ci fermiamo
a consolarci a vicenda.. poi finalmente si entra in un bosco.. ghiacciato!!
La strada è pulita, liscia o quasi.. ma all'ombra. I gradi scendono e
la sensibilità delle mani sparisce rapidamente.
Un tratto al sole e
siamo al Colle Birrone.. bello, soprattutto bella la strada, finalmente di
nuovo strada bianca senza complicazioni. Ed infine l'asfalto.
La vocine
interrompe lo sciopero per inneggiare qualche canto brasiliano e fare un
trenino dalla felicità.. ma dura poco.. appena più sotto Massimo
suggerisce una deviazione..la vocina rientra in sciopero!!!
Ma questa
volta è una passeggiata davvero.. lascio scorrere il Grillo lungo questa
pista tranquilla, in mezzo agli alberi ed a fantastiche villette
nel bosco.
Arriviamo infine nella civiltà, a Rossana. Una birra
assieme, un arrivederci alla prossima e di nuovo la lama tagliente del
freddo, al buio, da Busca a Marene.
230 Km, di cui circa 70 di fuori
strada.. bellissima giornata, da ripetere.. appena raddrizzo (o cambio) la
leva del cambio!
Grazie a Massimo per la pazienza.. come ha detto lui ..
su sterrato riesce a lasciarmi lui, mentre su asfalto Marghy la vede alla
partenza e all'arrivo!! :-)
--
Aldo - Genova la "Superba"
in esilio
a Marene CN
Marghy (White BMW
R1100RS)
Grillo (Red Yamaha XT
400)
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© copyright 2007 Aldo De Leonardi
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