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Verdon Reprise - il profumo della lavanda
Di Aldo (del 20/07/2005 @ 09:43:00, in Mototurismo - estero, linkato 1443 volte)

Dopo 4 anni si torna nel Verdon. La compagnia è minima, alla fine solo Federica
e Danilo hanno aderito al programma del we. Poco male, meno siamo più si gira.

Il we inizia al venerdì sera, come ormai d’abitudine, Federica arriverà a Montezemolo in solitaria e vado a prenderla per fare un po’ di km assieme, sulle langhe.. è un bell’inizio, non fosse per le nuvole nere e la nebbia che sale dalla riviera .. però dal lato di Cuneo il sole brilla ancora alto ed il cielo azzurro ispirano a macinare curve su curve. Queste colline non smetteranno mai di stupirmi e di stupire. Viaggiare in mezzo ai vigneti, dominando un “mare” di colline sempre più basse sino alla pianura da una sensazione di euforia, di spazi aperti e di vera libertà.

Dopo vari scollinamenti e un po’ di rimpiattino con le nuvole, lasciamo le langhe e ci dirigiamo a Marene da dove partiremo il sabato mattina.

Qui veniamo raggiunti da Danilo e da un msg di Johnny che ci anticipa che anche loro saranno in zona, l’indomani, arriveranno direttamente a Riez, saltando il Verdon.

Confermiamo l’intenzione di iniziare il viaggio nel fresco, dal colle della Lombarda, e a questa decisione segue un altro msg di conferma, anche gli amici Dume e Merk del gruppo Sgrat di Torino saranno dei nostri.

Il sabato mattina si parte presto, alle 8.15 siamo in moto, primo pieno e poi via, a Cuneo. Passata la “Granda” dirigiamo su Vinadio.. a Demonte il primo piccolo campo di Lavanda. A Vinadio attraversiamo l’omonimo forte, fortificazione che fa parte dell’enorme gruppo di costruzioni militari presenti sulle alpi occidentali, dal Bianco a Ventimiglia.


A Vinadio si imbocca la stradina che sale al Colle della Lombarda, salita ambita dai ciclisti e frequentata anche dai pellegrini che si recano al Santuario di Sant’Anna di Vinadio. Si intuisce che era una strada militare per la costanza della pendenza e della larghezza, seppur limitata. Sale dapprima a tornanti stretti, poi lungo una valle che si fa ampia procedendo all’interno, per poi ricominciare a salire intensamente dopo il bivio per il Santuario. E’ come una salita a gradoni lunghi. La Lombarda si trova più in alto rispetto al Santuario, giungendo a 2350 metri e domina una bella serie di colli sia sul versante italiano che sul versante francese.

Dume e Merk hanno sbagliato valle e si trovano a dover fare il colle del Mulo prima di arrivare da noi, lunghetto.. quindi si prosegue separati, appuntamento a Castellane per pranzo.


Isola2000 ci accoglie con i suoi grattaceli dormitorio, utili ai sciatori ma assolutamente orrendi e deturpanti per il paesaggio montano, veramente un orrore..

Il lato francese è più deciso, partendo da Isola dove la valle è larga si scende a tornanti ampi continuando ad incrociare il torrente che scende ripido ed a cascate sino ad Isola. La valle è sempre più stretta, come un imbuto, alla fine è ripidissima e le pareti sono quasi verticali sulla strada.

Da Isola scendiamo per poco verso Nizza per poi prendere, a San Salvatore, verso Col de la Couillole, basso ma dominato da paesini a picco sulle rocce (Roubion in particolare), molto suggestivi.

Decidiamo di seguire la D28 sino a Guillaumes e qui esplorare il Gorges de Daluis. E’ un bel canyon, più corto del Verdon, meno famoso, ma molto suggestivo ed impressionante per come il fiume scorre tra le pareti a picco. A differenza del Verdon lo si percorre solo da un lato, ma è meglio percorrerlo nel senso opposto, infatti percorrendolo da Guillaumes verso Annot lo si percorre spesso in strette gallerie scavate nella roccia, buie umide e fredde, mentre in direzione opposta la strada costeggia sempre il canyon ed è costellata di piazzole di sosta per l’osservazione di questa spaccatura naturale.

Pochi km e la strada scende al fiume, che ora scorre in un larghissimo alveolo ed in una ampia vallata. Qui le curve son ben raccordate e permettono una bella danza veloce in tutta sicurezza (anche grazie a limiti “credibili”).


Ci si stupisce sempre, in Francia, di quanto gli automobilisti siano rispettosi nei nostri confronti, facendo spesso strada alle moto, accostando e facilitando il sorpasso.


La N202 ci porta al lago de Castillon, molto particolare, con una diga nella parte larga del lago, anziché nella più normale parte stretta. Inoltre ci sono diverse chiatte con strutture elettriche sul lago, evidentemente fanno anche esperimenti per energie alternative.. noi siamo interessati all’acqua, ormai il caldo ci ha un po’ sfiancati ed un bagno ristoratore ci starebbe bene.. ma siamo anche vicini alla prima sosta, Castellane, dove pranzeremo. I ragazzi di Torino sono solo ora sulla Lombarda.. ci raggiungeranno in serata a Moustiers.


Una baguette riccamente imbottita ed una buona Weiss austriaca (!) ci ristorano a dovere. Il caldo è tanto, ma il pensiero di accamparci nei pressi del lago di Saint Croix dopo il Verdon, e di poter fare il bagno laggiù ci spinge a ripartire rapidamente.

Il lato sinistro del Verdon è spettacolare.. per km la strada scorre a pochi centimetri dal baratro, le terrazze panoramiche si ergono nel nulla, un ponte su un ramo minore del Verdon, un affluente, è predisposto per il salto con l’elastico..  rabbrividisco passando vicino al marchingegno che tiene l’elastico stesso.

Arriviamo finalmente in vista del lago di Saint Croix e qui cerchiamo il primo campeggio libero : tenda e bagno al lago. Nel frattempo arrivano gli amici di Torino ed anche Johnny e Giuliana sono in zona. Cena a Moustiers tutti assieme, posto incantevole non fosse così pieno di gente!! Sembra che tutta la Francia sia qui a cenare.. troviamo posto solo dopo un po’ di ricerche.. e la cena soddisferà solo Federica, unica ad azzardare una cena a base di pesce.


La notte scorre veloce e l’indomani, smontate le tende e fatta una buona colazione a Moustiers decidiamo di cercare la lavanda. Johnny ci attende a Puimoisson mentre i due di Torino decidono di lasciarci li per rientrare velocemente ed in altura verso casa.

Già nella tratta prima di Puimoisson i campi di lavanda dominano il panorama. I ciuffi sono colmi di fiori, dall’azzurrino al viola, sono presenti tutte le sfumature.

Procediamo verso Valensole e troviamo alcune macchine che mietono la lavanda, il profumo della quale domina tutti gli altri odori, impregnando le narici.

Da Valensole dirigiamo a Manosque dove facciamo benzina (in Francia confermo che non sono più accettate le carte di credito NON francesi negli automatici.. e quasi tutti i distributori sono automatici e non accettano carta-moneta..


Da Manosque a Reillane, incrociando la N100 (che porterebbe ad Apt). Da qui i campi di Lavanda si vedono dall’alto, sono alternati a campi di grano, disegnano rombi sulle colline.

Ancora a Nord verso Vacheres, poi Banon ed infine Sault, terrazza sulla lavanda. Sorge su un altipiano e permette la vista degli appezzamenti di lavanda sotto il monte Ventoux. Come dice il nome sul Ventoux tira sempre un vento teso che impedisce a qualsiasi vegetale di attecchire lasciandolo totalmente spoglio, sembra di sabbia guardandolo da lontano, ma è di roccia, ovviamente.

Dopo un frugale pranzo (!) a base di insalate ed acqua fresca.. tanta acqua fresca, iniziamo il ritorno passando per il curioso paese di Sederon, poi Sisteron (attraverso il Gorges de la Meouge che ci riserva anche uno sterratine facile facile causato da lavori in corso).


Da Sisteron, di cui ricorderemo per sempre la fresca galleria : - ) , prendiamo per una valle molto lunga e molto poco trafficata.. infatti i pochi automobilisti che incontriamo stavano tranquillamente occupando tutta la carreggiata e per evitarci spesso rischiano di perdere il controllo del mezzo..Il caldo opprimente ci porta ad un improvvisata doccia a Gigors buttandoci l’acqua di una fontanella sul casco e sugli indumenti tecnici per cercare di raffreddarci un pochino. Superiamo anche questa valle immettendoci alla fine sulla N100 del colle della Maddalena. A Barcelonnette maturiamo la decisione di allungare verso il veloce col de Var e il bellissimo Agnello.

Il primo sale rapidamente lungo un dolce declivio erboso, Johnny e Giuliana hanno fatto amicizia con delle marmotte in loco ed ogni volta che transitano sostano per salutarle e fotografarle. La discesa passa attraverso Vars, altra mostruosità sciistica francese e, poco prima di Guillestre, diventa una pista : curvoni ampissimi totalmente visibili si alternano a brevi rettilinei, asfalto sempre perfetto.. solo il panorama, bellissimo e molto variegato, da foreste di pini a rocce a strapiombo, vette e neve, distraggono troppo dalla guida per “filare” come i postini locali.

Da Guillestre si sale verso l’Izoard ma, ben prima della vetta, un bivio porta all’Agnello dopo aver attraversato Chateau-Ville-Vieille. Altri paesini si attraversano salendo al colle, piccoli paesi di montagna con le case e le stalle costruite l’una sull’altra, per permettere la sopravvivenza durante l’inverno. La strada sale lentamente sino 2748 metri. Tanto dolce dal lato francese quanto a strapiombo verso l’Italia. A ridosso del Monviso, l’Agnello è ancora un passo “faticoso” da raggiungere, privo di protezioni e di costruzioni sulla cima, non consente di ripararsi in caso di tempo avverso ma è impressionante per la violenta discesa verso Pontechianale : 1000 metri in 8 km scarsi.

Ormai la vacanza è finita, la Val Varaita ci accoglie con un traffico sostenuto da fine we, scendiamo sino a Saluzzo, dove salutiamo Johnny e Giuliana, poi raggiungiamo Marene. Danilo riparte subito per la sua Parma, viaggiando di sera/notte si risparmierà parecchio caldo. Accompagnerò Federica sino a Genova, l’indomani, durante un trasferimento che mi vedrà turista nella mia Genova.


Un ringraziamento a tutti i partecipanti, spero che tutti si siano divertiti. Il giro di per se da Marene a Marene è stato di 783 km circa, fattibilissimo in 2 giorni. Peccato solo l’arrivo troppo tardi a Castellane.. arrivando prima delle 13 si può acquistare il pane fresco dal panettiere e salumi e formaggi al mercato sulla piazza principale, ove regnano i colori ed i profumi della provenza. Sarà per la prossima volta!!

Lampeggi e.. Buone Pieghe!